Sciopero, niente prima del "Faust" al Massimo di Palermo - Live Sicilia

Sciopero, niente prima del “Faust” al Massimo di Palermo

TEATRO
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A causa dello sciopero nazionale proclamato da tutte le sigle sindacali, venerdi’ prossimo non si terra’ al Teatro Massimo di Palermo il debutto del Faust di Charles Gounod (in forma di concerto).
Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Massimo, “pur condividendo insieme ai lavoratori le preoccupazioni per le prospettive legate ai tagli finanziari”, si dice “in disaccordo con la mancata realizzazione dello spettacolo, ritenendo tali forme di protesta non funzionali ne’ alla sensibilizzazione, ne’ propositivi di soluzioni alternative, come per esempio la protesta organizzata in occasione del debutto di Lohengrin lo scorso gennaio in coincidenza con l’apertura della Stagione 2009. Gli unici risultati di queste forme di protesta estreme sono il
disagio”.
Gli abbonati e i possessori di biglietti potranno ottenere il rimborso direttamente al botteghino del Teatro, dal 21 marzo al 4 aprile (ore 10-15 tutti i giorni tranne il lunedi’).


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Commenti

    Carissimo spettatore,
    sono un musicista del teatro di Catania,anche da noi purtroppo stiamo attraversando un periodo difficile e anche i nostri abbonati ne risentono.
    Voglio che sappia che per noi,gente di spettacolo,il ricorso allo sciopero è sempre l’ultima razio,non vorremmo farlo mai perchè il nostro lavoro e la nostra soddisfazione è poter eseguire quello che abbiamo per settimane provato.
    Purtroppo spesso chi è preposto a tutelare e a gestire questo patrimonio immenso che abbiamo in italia,cioè la nostra cultura lirica e sinfonica,non solo non è assolutamente competente ma si arroga il diritto di fare scelte e tagli che non fanno altro che danneggiare la qualità e la quantita di quel prodotto che alla fine è destinato a voi utenti.
    Lo sciopero del 20 marzo non è una protesta infondata e tantomeno isolata,quasi tutti gli altri teatri d’Italia si sono fermati,e sa il perchè?
    Grazie alla politica liberista del cav.Berlusconi le attività teatrali e artistiche in genere, dovranno sempre più essere indipendenti dal contributo statale.
    Risultato?
    Tagli al fondo dello spettacolo sempre più incisivi fino ad azzerarlo.
    E voi utenti,avrete la possibilità di assistere ad un concerto o ad un’opera? Probabilmente dovrete accontentarvi di spettacoli messi su in fretta e furia e con cast da fame (possibilmente con qualche orchestra sottopagata dei paesi dell’est).
    Questa è la politica degli impresari e questo è ciò che spera di fare il nostro attuale governo.
    Ritornando al problema del suo biglietto,sono sicuro che l’amm.ne del teatro le rimborserà il costo del biglietto,non so per quanto riguarda il resto,io lo spero,ma le assicuro che per dei professionisti dello spettacolo il dover ricorrere all’arma dello sciopero è la più grande sconfitta.
    con simpatia,
    musicista catanese

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