Sicilia, si ferma il mini rimpasto: assessori, nodi Dc e Forza Italia

Anche il mini rimpasto è in standby: Dc ferma su Abbate, gara in Forza Italia

Renato Schifani
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Schifani:" Stiamo lavorando bene e con il giusto riserbo"

PALERMO – Il rimpasto della giunta regionale siciliana slitta di almeno un paio di giorni. I tempi per i nuovi assessori si allungano e anche per i cambi che sembravano più prossimi, quelli relativi alle deleghe ex Dc (Famiglia ed Enti locali), bisognerà attendere. Il puzzle che il presidente della Regione, Renato Schifani, sta cercando di ricomporre è abbastanza complicato e così Palazzo d’Orleans sembra indirizzato ad attendere ancora per vagliare al meglio le scelte.

Schifani: “Rimpasto? Stiamo lavorando con riserbo”

Vanno verso questa direzione le dichiarazioni rilasciate oggi dal governatore poco prima dell’evento che a Palermo ha celebrato la nascita dell’Irca dalla fusione di Ircac e Crias. “Il rimpasto? Stiamo lavorando abbastanza bene, queste cose si fanno per bene e con il dovuto riserbo. Non con le dichiarazioni”.

“Nessun cambio di deleghe tra gli assessori”

Schifani ha confermato che non ci saranno cambi di deleghe, come concordato anche con il neo commissario di Forza Italia Nino Minardo. “Nessun partito mi ha mai notificato questa esigenza – ha aggiunto -. Ritengo poi corretto che chi ha iniziato lavorare per tre anni e mezzo su un percorso di delega non lo debba interrompere per l’ultimo anno”.

Fratelli d’Italia allunga i tempi

Fratelli d’Italia, riunita a Enna per un confronto interno, da giorni frena e allunga i tempi. Elvira Amata al momento resta all’assessorato al Turismo e per quanto riguarda le proposte sulla Giunta targate FdI se ne parlerà dopo la presentazione delle liste per le elezioni amministrative.

Fermo anche il mini-rimpasto

Tutto ieri, lunedì 27 aprile, sembrava così indirizzato verso il primo atto del rimpasto: il ritorno della Dc e il secondo assessore Mpa in Giunta nelle caselle tenute ad interim al momento da Schifani, oltre al cambio della guardia alla sanità con l’ingresso ufficiale di Forza Italia nelle stanze di piazza Ottavio Ziino, ma alla fine nulla di fatto.

Rimpasto, la Dc ferma sul nome di Ignazio Abbate

A frenare l’operazione il ‘no’ fermo dei deputati Dc all’ipotesi di un ritorno di Nuccia Albano alla Famiglia. Il ritorno della deputata Dc in Giunta, assieme all’ingresso di Valeria Caci (Mpa) alle Autonomie locali, avrebbe ristabilito il quorum minimo della presenza femminile (quattro nomi con Amata e Giusi Savarino). Il gruppo parlamentare della Dc, però, ha fatto muro ed è rimasto compatto sul nome del presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars Ignazio Abbate come proprio assessore.

Ignazio Abbate
Ignazio Abbate (Dc)

In quelle ore la tensione tra la Dc e Schifani si è alzata vertiginosamente, con i centristi pronti ad una uscita pubblica. Le parti si sono poi riavvicinate e la tensione è rientrata. Servirà ancora qualche giorno a Palazzo d’Orleans per trovare la soluzione all’enigma. In casa Dc si ribadisce il punto: “Chiediamo uguale trattamento rispetto agi alleati, il nostro nome è Abbate”.

La situazione in Forza Italia

Quello della Dc è solo uno dei lati del Cubo di Rubik del rimpasto nel quale impegnato Schifani. L’altro riguarda Forza Italia. Il partito, tramite il gruppo parlamentare, chiede da tempo di entrare nella squadra di governo al posto degli assessori tecnici Daniela Faraoni (Salute) e Alessandro Dagnino (Economia).

Faraoni in bilico, Dagnino più saldo

La posizione più precaria è quella di Faraoni. Fino a ieri la manager prestata alla politica era data in uscita in favore del deputato catanese Nicola D’Agostino ma il meccanismo si è inceppato sia per lo stop della Dc su Albano, il cui nome avrebbe consentito di colmare il gap femminile in Giunta scaturito dall’addio di Faraoni, che per le forze interne al gruppo che ostacolano la nomina in Giunta del secondo deputato d’area Cardinale dopo Edy Tamajo (Attività produttive). Appare più salda invece la posizione dell’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, che alcuni deputati vorrebbero nel ruolo di consulente ma che invece dovrebbe restare nel suo assessorato.

Rimpasto, saltata la deadline del 28 aprile

Saltata, quindi, la deadline del 28 aprile. Fonti di maggioranza segnalano però che la quadra potrebbe essere trovata entro giovedì 30. A quel punto, però, sarebbe decisamente arduo trovare il tempo per la cerimonia di giuramento all’Ars e l’insediamento dei gabinetti dei vari assessori. In quel caso gli uffici di staff potranno essere composti soltanto da interni all’amministrazione regionale, mentre per i contratti degli esterni bisognerà attendere il Rendiconto 2025.


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