PALERMO – Avviato il countdown per le elezioni amministrative si avvicina inesorabile l’appuntamento con le regionali. Lo sanno bene i leader nazionali dei partiti che in questi giorni fanno o faranno tappa sull’isola. Formazioni politiche e schieramenti si studiano e preparano le loro mosse anche perché adesso primo tempo del match è tutto interno al proprio campo. Così il fronte progressista si prende 48 ore di tempo per sanare la ferita delle modalità di voto alle primarie con dem e pentastellati che fanno muro contro muro. Letta e Conte gettano acqua sul fuoco rassicurando sul proseguimento del percorso unitario. Idem l’unico candidato ufficialmente in corsa: Claudio Fava.
Il percorso unitario, salvo sorprese dell’ultima ora, prosegue e si cerca di chiudere il cerchio delle candidature. I dem hanno iniziato le interlocuzioni al loro interno e attendono le due assemblee con amministratori locali e circoli per definire il profilo del candidato (o della candidata) alle primarie. L’eurodeputata Caterina Chinnici resta il sogno proibito e rimane in vetta alla pole position anche se qualcuno riterrebbe non del tutto tramontata l’ipotesi Peppe Provenzano. Nel Movimento Cinquestelle la situazione è stazionaria. Al momento i nomi sul tavolo sono quelli dei deputati regionali Nuccio Di Paola e Luigi Sunseri. Resta insoluto il nodo del terzo mandato (Conte si sarebbe assunto l’impegno di mettere la questione ai voti subito dopo le amministrative) che potrebbe fare da trampolino di lancio al sottosegretario Giancarlo Cancelleri e non solo.
Rumors abbastanza insistenti indicano una quarta via: l’ex ministro Nunzia Catalfo, madrina del reddito di cittadinanza (al momento sotto attacco da parte del centrodestra e dei renziani). Ma anche per lei, al momento, rimane il problema del terzo mandato. Nel centrodestra il quadro non è meno confuso e si trascinano ancora le questioni rimaste in sospeso. Una su tutte, neanche a dirlo, il bis del presidente Musumeci (sul quale punta con nettezza Giorgia Meloni). Una vicenda che sarà affrontata dopo il voto di Palermo. Matteo Salvini che ieri a Palermo ha presentato la lista di Prima l’Italia al consiglio comunale non sembra avere cambiato idea.
Il leader del Carroccio ha intrattenuto interlocuzioni fitte con diversi deputati nel corso della giornata, ma sul contenuto delle conversazioni all’esterno non filtra nulla. In compenso, le dichiarazioni rilasciate alle agenzie sono abbastanza eloquenti. “Decideranno i siciliani”, ha ribadito lasciando intendere che saranno i dirigenti isolani dei partiti a dire l’ultima parola (un no al bis di Musumeci per essere chiari). E tutto resta sospeso, in attesa che all’indomani del responso delle urne qualcuno (verosimilmente Gianfranco Miccichè) estragga un candidato alternativo dal cappello.

