"Sicilia sia trattata come il Nord | Noi non siamo carne da macello" - Live Sicilia

“Sicilia sia trattata come il Nord | Noi non siamo carne da macello”

La deputata: "Non ci resta che scendere in piazza o affidarci alla Madonna, come dice Cuffaro".

LANTIERI (ORA SICILIA)
di
3 min di lettura

“Anche in Sicilia, come nel resto d’Italia, stiamo vivendo uno dei momenti più drammatici che la nostra storia ricordi. Eppure come sempre le differenze fra Nord e Sud si manifestano con la solita puntualità, ma stavolta con una tragicità senza precedenti”. Lo dichiara il deputato regionale dei Ora Sicilia, Luisa Lantieri.

“Sembra – prosegue – che tutto si fermi a Veneto o Lombardia mentre il Sud e la Sicilia stanno agonizzando. Una guerra non si può combattere con “le fionde” e la Sicilia pretende che venga armata allo stesso modo di quanto lo Stato ha fatto per il Nord. Se in Lombardia si attrezzano di tutto punto nuovi ospedali in dieci giorni da noi manca tutto: posti letto in terapia intensiva, ventilatori, caschi di respirazione, perfino i presidi più basilari”.

Lantieri punta il dito contro le condizioni nelle quali gli operatori sanitari sono costretti a lavorare:E’ indecente – spiega – vedere medici ed infermieri proteggersi con i sacchi della spazzatura, oppure utilizzare fazzoletti al posto delle mascherine. Al di là del grido di dolore del Presidente Musumeci e degli sforzi immani fatti dall’Assessore Razza, ci vuole un intervento più forte, più deciso, assolutamente più concreto. Nulla di ciò sembra però più lontano dalla realtà e questa assume l’aspetto della tragedia, sapendo come sappiamo che in Sicilia il picco dei contagi deve ancora arrivare”.

E l’allarme riguarda soprattutto l’immediato futuro: “Se si pensa che in Sicilia la percentuale più elevata è quella che si registra in Provincia di Enna e che la situazione peggiorerà ancora senza che nella nostra Regione i posti letto aumentino soprattutto in terapia intensiva, in malattie infettive ed in pneumologia e che le attrezzature vengano fornite in modo sufficiente e tempestivo, – dice Lantieri – allora la nostra preoccupazione non può che diventare forte protesta nei confronti di quelle Autorità che non riescono a comprendere che la Sicilia ed i Siciliani meritano lo stesso trattamento riservato ai Lombardi o ai Veneti. Si cercano medici ed infermieri in Italia e all’estero per integrare o sostituire il valoroso personale sanitario delle zone rosse del Nord, ma i nostri medici ed i nostri infermieri non meritano forse le stesse attenzioni? Non ci sono anche in Sicilia zone rosse? I nostri sono da ritenere per forza di cose carne da macello? Questo – aggiunge la deputata – è il momento dell’unità e della concordia, ma quando i primi a disattendere valori come questi sono coloro i quali dovrebbero osservarli quasi in modo religioso, allora non si può stare più in silenzio, non si può attendere che le bare si accatastino nei cimiteri. A questo punto non ci resta che scendere in strada con droni e megafoni per protestare come sta facendo il Sindaco di Messina o, come dice Totò Cuffaro, “rivolgerci alla Madonna e pregare”. La situazione è insostenibile e diverrà ancora più grave, faccio quindi appello al Presidente della Repubblica non perché siciliano ma in quanto garante dell’Unità Nazionale e di quella Costituzione spesso disattesa, perché prenda atto – conclude – di ciò che sta accadendo e dall’alto della sua posizione faccia riconoscere a tutti il nostro diritto di esistere al pari degli altri”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI