Summit al bar o al ristorante | Ecco il film di Cosa nostra

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I carabinieri fotografano una Cosa nostra in movimento, che apparentemente sfugge alle regole dell'appartenenza territoriale. A quelle foto "S" dedica la copertina del nuovo numero: CLICCA QUI PER ACQUISTARLO

Summit di mafia, incontri al bar o al ristorante. Mafiosi, o presunti tali, che si spostano velocemente per le strade della città per discutere di chissà quali affari. Cambiano in continuazione mezzi di trasporto e spengono i telefoni per evitare di essere intercettati. È una Cosa nostra in movimento, che apparentemente sfugge alle regole dell’appartenenza territoriale. I confini dei mandamenti appaiono labili. Di sicuro siamo di fronte all’ennesima conferma che i boss, nel recente passato, nonostante gli arresti e le indagini, non siano rimasti con le mani in mano.

Uno spaccato fedele alla descrizione fin qui fatta ci viene consegnata dall’operazione Verbero dei carabinieri. In carcere a fine maggio sono finiti gli uomini che comandavano nel mandamento di Pagliarelli e che erano in contatto con i mafiosi delle altre zone della città. Ad esempio con quelli dell’Uditore, dove Salvatore Sansone, cognome storico nella Cosa nostra palermitana, si muoveva con disinvoltura. Alle fotografie scattate durante le indagini sul suo conto. è dedicata la copertina del nuovo numero di “S”, in edicola da sabato e disponibile anche online.

I retroscena sulla vita di Sansone, spiata da telecamere e microspie, sono emblematici, dicono gli investigatori, per decifrare il modo di agire della mafia di oggi. “Egli partecipa ai summit di mafia, veicola le informazioni tra gli esponenti delle varie consorterie – si legge negli atti giudiziari – si occupa del sostentamento dei congiunti dei detenuti appartenenti a Cosa Nostra e si adopera nell’attività di riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti”.
Sansone manteneva una fitta rete di contatti. Basta scorrere l’elenco dei nomi per capire che non stiamo parlando degli ultimi arrivati. C’è Giuseppe Sansone, 65 anni, figura di riferimento all’Uditore, già condannato per mafia e oggi uomo libero, sottoposto alla sorveglianza speciale, al quale sono stati pure confiscati i beni. Nella sua fedina penale trova spazio il favoreggiamento della latitanza di Totò Riina. Ma i nomi sono molti di più. Danno la più aggiornata immagine di Cosa nostra. Una Cosa nostra in movimento.

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