Tar di Catania: "Si riducono i tempi delle sentenze"

Tar di Catania: “Ricorsi in aumento, ma si riducono i tempi delle sentenze”

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L'inaugurazione dell'anno giudiziario e le parole del presidente Savasta
GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
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CATANIA – “La responsabilità della Giustizia Amministrativa, di tutti gli operatori che la compongono, è davvero rilevante, poiché si confronta con domande sempre più complesse che incidono profondamente nel tessuto sociale”. Così il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Catania, Pancrazio Maria Savasta, ha aperto la sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario.

Tar Catania: inaugurazione dell’anno giudiziario

“Sarebbe stato intollerabile – ha sottolineato Savasta – che questo Tar non avesse considerazioni positive, che non fosse al servizio della comunità, che non fosse un esempio che ‘si può fare’ anche al Sud per cambiare le cose”. Il presidente ha voluto ringraziare la sua squadra “meravigliosa, fatta di persone pronte a discutere, a volte anche animatamente, ma che alla fine condividono la volontà di essere al servizio degli altri”.

Un ringraziamento particolare è andato “ai colleghi presidenti, ai magistrati, al personale amministrativo, agli avvocati che hanno sempre dimostrato rispetto per questa istituzione e, mi sia consentito, ai fantastici addetti dell’Ufficio del processo”. A questi ultimi, ha detto, “serve che il loro entusiasmo venga alimentato da certezze, e mi auguro che queste certezze siano la loro stabilizzazione in questa sede, che li ha visti crescere e diventare un esempio per tutti”.

Il ricordo del ciclone Harry e della frana di Niscemi

Nel suo intervento, il presidente Savasta ha rivolto il pensiero alle recenti calamità naturali che hanno colpito la Sicilia: “Non posso esimermi da iniziare con un pensiero al ciclone Harry, che ha interessato quasi per intero la circoscrizione del nostro Tribunale, e alla frana di Niscemi, eventi che hanno ferito profondamente la nostra terra”.

Il magistrato ha ricordato come “il Tribunale amministrativo non possa non avere una profonda sensibilità verso una vicenda che coinvolge gli interessi dei cittadini e delle imprese che quotidianamente si rivolgono alla Pubblica amministrazione”.

In un momento storico “in cui i popoli tendono ad allontanarsi, dove prevalgono divisioni e logiche di supremazia in politica e nell’economia mondiale”, Savasta ha esortato a “richiamare nei nostri cuori il senso di appartenenza”. Un senso “fantastico se fosse quello all’umanità, a tutti i popoli come un unico popolo”.

Incremento dei ricorsi ma tempi di definizione rapidissimi

Il presidente del Tar ha poi illustrato i dati dell’attività del tribunale: “Quest’anno abbiamo registrato un incremento di 452 ricorsi, un dato che rafforza il valore dei risultati ottenuti”.

Savasta ha spiegato che “il Consiglio di Presidenza richiede un abbattimento del 10% degli arretrati, e noi abbiamo raggiunto quasi il 19%, con quasi 500 ricorsi in meno”. Inoltre, “per quanto riguarda i ricorsi del Pnrr, previsti poco più di 4.500 al 30 giugno 2026, noi ne abbiamo appena 2.134 al 30 dicembre 2025”.

Sono state “pubblicate oltre 3.000 sentenze, tutte di magistrati del tribunale, senza ricorrere alle udienze straordinarie di smaltimento con giudici esterni, e questo ha portato a un incremento di 655 sentenze rispetto all’anno precedente”.

Il dato più significativo, secondo Savasta, riguarda i tempi di definizione dei giudizi: “Abbiamo una media di 19 giorni per la fase cautelare degli appalti e 95 giorni per la decisione nel merito, tempi rapidissimi, al di sotto della media nazionale che è di 107 giorni”.

Per i ricorsi complessivi, la media è stata di “274 giorni, cioè meno di 9 mesi, con quasi il 50% dei ricorsi definiti entro lo stesso anno di deposito. Credo che questo risultato sia senza eguali nel panorama nazionale, e ne siamo particolarmente soddisfatti”.

“Diventiamo medici per curare la nostra terra”

Nella conclusione della relazione, Savasta ha rivolto un appello alla società civile: “Facciamo sentire la nostra voce in Sicilia e in Italia. Diventiamo medici attenti alla cura delle ferite della nostra terra. Lo dobbiamo a noi stessi e alle future generazioni”.

“Non rassegniamoci a un destino ineluttabile, non accettiamo l’abitudine che ‘niente è possibile fare per migliorare la nostra società’”, ha ricordato citando Oriana Fallaci: “‘L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, dolore o morte’”.

“Come Tribunale dobbiamo mantenere sempre alta la coscienza, consapevoli che anche noi giudici siamo giudicati per l’impegno e l’attenzione che mettiamo nel nostro lavoro. Dipende solo da noi offrire ai cittadini ragioni per riacquistare fiducia nelle istituzioni, fiducia che troppo spesso viene sopraffatta dall’indifferenza e dall’incapacità di dare risposte efficienti e competenti”.

“Basta volerlo ed essere disposti a mettere la nostra libertà al servizio degli altri, unico modo per essere davvero liberi”, ha concluso.

“Con questo impegno rinnovo il mio sincero ringraziamento ai presidenti, colleghi, al segretario generale, al personale amministrativo, agli avvocati e a tutti gli operatori del diritto per quanto fatto e che ancora sarà fatto a tutela dei cittadini, delle imprese e della legalità che muove l’attività della Pubblica amministrazione”.


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