PALERMO – Chiude il negozio “Cuoricini”: è durata pochi mesi l’avventura imprenditoriale di Davide e Marianna Lo Piccolo, i due TikToker palermitani finiti nell’occhio del ciclone lo scorso marzo per aver effettuato senza autorizzazione alcuni interventi di ristrutturazione nell’alloggio popolare dello Zen in cui vivevano da anni, senza alcun titolo, insieme ai figli.
L’attività di vendita di abbigliamento per bambini e neonati aperto a Palermo, in via Leonardo da Vinci, ha chiuso i battenti. A comunicarlo è stato lo stesso Davide Lo Piccolo in un video condiviso sul profilo TikTok da quasi 600mila che ha reso lui e la moglie Marianna delle vere e proprie social star.
Perché ha chiuso “Cuoricini” di Davide e Marianna
“È vero dicevo sempre che andava tutto bene e che si guadagnava bene – ha esordito Davide Lo Piccolo – È sempre stata la sincera verità. I primi tempi, fino a dicembre, tutto era normale. Si guadagnava, si lavorava bene e si tirava avanti”.
“Io non ci volevo credere che un’attività fosse così dura – ha continuato – Leggevo i commenti di quelli che scrivevano: ‘Davide, non aprite…state attenti’. I primi 2-3-4 mesi tutto normale, si lavorava (…) Dopo dicembre le cose sono cambiate. Economicamente non era più come all’inizio, siamo molto ma molto scesi”.
La situazione sarebbe poi ulteriormente peggiorata: “Gennaio e febbraio sono stati due mesi persi. Non si lavorava più, si faceva pochissimo (…) Si lamentavano tutti… per il parcheggio…non abbiamo valutato tante cose”.
La decisione “a malincuore”
Da qui la decisione, “presa a malincuore”, di chiudere: “Nella vita si dice meglio perdere che straperdere. Ci abbiamo provato, ci abbiamo creduto ma purtroppo è andata così. Non è che non volevo dare spiegazioni, sinceramente eravamo ancora incerti…se chiudere o meno. Il negozio è chiuso da quasi un mese”. “Ci abbiamo provato – ribadisce a margine del filmato – non siamo né i primi né gli ultimi. Purtroppo queste cose succedono”.
La chiusura dopo la vicenda della casa popolare
Davide Lo Piccolo ha poi fatto sapere di aver svuotato il negozio, togliendo “tutto quello che era rimasto”. “Mi sono apparsi mille ricordi e mille momenti – ha detto lasciandosi andare alla malinconia – Ovviamente non vi nego che ci sto male, anche se non lo dimostro, ma un cuore ce lo anch’io”.
“Purtroppo uno nella vita ci prova e io ci ho provato – ha affermato – Dopo tutti i sacrifici, tutti i soldi spesi, purtroppo non è andato come speravamo. Forse per un prodotto sbagliato, forse per il posto, mah chissà. So soltanto che questa attività verrà chiusa… alcuni mi avete scritto che abbiamo chiuso molto presto, può essere pure, ormai come è andata è andata”.
“Adesso lo so che ci saranno le persone che godono su questa cosa perché a me è la mia famiglia non ci sopportate – ha concluso – ma io vi dico solo una cosa, non ridete nella disgrazia della gente, perché siamo tutti esseri umani”. Lo scorso marzo, nell’alloggio popolare di via Rocky Marciano ristrutturato senza permessi, i tecnici dell’Enel avevano scoperto anche un allaccio diretto alla rete di illuminazione pubblica.

