“Pensavo peggio…”.
Giuseppe Todaro, presidente della Rap, sospira quasi di sollievo dopo la notte delle vampe che hanno, ancora una volta, profanato la celebrazione del ‘suo santo’ e la tranquillità dei palermitani. Anche l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, è stato, come suole, coraggioso nella denuncia: “Esprimo la mia totale disapprovazione di questo triste fenomeno, perché non ha nulla a che vedere con la devozione autentica nei confronti di San Giuseppe, assolutamente no”. Dalla cronaca si passa al quadro generale.
Poteva, dunque, andare peggio?
“Sì. Abbiamo realizzato uno sforzo congiunto, enorme, in sinergia con i vigli del fuoco, con le forze dell’ordine, con tutte le istituzioni. I danni ci sono, purtroppo, stati, ma limitati”.
Come si è mossa Rap?
“Dall’undici marzo, dopo il tavolo congiunto in prefettura, il lavoro è stato enorme. Siamo intervenuti ovunque per rimuovere materiale a rischio, prendendoci anche i lanci di pietre. Ci sono zone complicate, come lo Zen 2, dove è più difficile”.
Questa Palermo ‘senza speranza’ è minoritaria?
“Sì, senz’altro, ma si fa vedere. Ci sono molti ragazzini coinvolti. Non sono un educatore di professione, ma il problema è proprio l’educazione, cominciando dalle scuole. La nota lieta è che, allo Zen e nelle periferie, tanta gente vuole cambiare registro e ci ha segnalato la presenza delle vampe. Ci sono associazioni che, sul territorio, portano avanti uno splendido impegno”.
Nel frattempo, le auto di due dipendenti Rap con l’incarico di responsabile sono state incendiate.
“Questo è un discorso completamente diverso che tocca un altro settore”.
Quale?
“Il 95 per cento del nostro personale lavora con impegno e qualità, c’è un cinque per cento che, invece, non vuole allinearsi. Noi stiamo cercando di cambiare profondamente l’azienda. Se è necessario che il cittadino rispetti le regole, è giusto che il servizio sia adeguato. Abbiamo introdotto una serie di figure intermedie per controllare quello che viene fatto, due di loro sono stati colpiti. Ci sono indagini in corso, ma ho un’idea precisa. L’azienda è vicina a questi due lavoratori, non arretreremo perché siamo sulla strada giusta”.
Come va la differenziata?
“Finalmente funziona bene. Il protocollo stilato con Legambiente ci aiuterà nella sensibilizzazione e nella crescita del servizio. Siamo circa al sessanta per cento nelle zone nuove. C’è qualche inciampo minimo da qualche parte, ma il meccanismo procede”.
La crisi è alle spalle?
“Siamo su un altro pianeta. Quando guardo le rassegne stampa del 2023 c’era spazio solo per l’emergenza rifiuti che è superata. Ricordo le foto dei cassonetti stracolmi, eredità di un passato difficile, la mobilitazione di tutte le risorse per rimuovere tonnellate di materiale. Adesso il miglioramento è evidente”.
Il grado di inciviltà è rimasto sempre lo stesso?
“No, ci sono progressi, perché succede questo, quando un servizio funziona. Nessuno oggi può dire che la raccolta non sia regolare. Eppure, continuano le migrazioni dei rifiuti, il conferimento improprio, gli abbandoni. Però Rap è proiettata nel futuro, con l’informatizzazione, con i giovani. Non siamo perfetti, ma l’evoluzione dell’azienda è una realtà inarrestabile”.
Scrivi a direttore@livesicilia.it

