Tosse, febbre e Coronavirus|Ma era salito sul treno

Tosse, febbre e Coronavirus|Ma era salito sul treno

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    dopo i 169 tamponi negativi sulla Zazà e i 180 tamponi negativi sulla ocean viking, ennesima pessima figura dei sovranisti e dei razzisti che già parlavano di invasione di malati migranti! Ennesima conferma che la quasi totalità dei casi di covid in Italia sono italiani. I migranti nonostante siano controllati a tappeto con tamponi di massa (al contrario degli italiani) hanno una cifra irrisoria di contagi (se facessero tamponi agli italiani nella stessa misura in cui sono fatti ai migranti, la cifra di italiani malati di covid 19 sarebbe più alta dei 250 mila degli ultimi mesi) il ministro degli Interni ha dichiarato correttamente a Famiglia Cristiana che dati alla mano sono “poche unità” i migranti malati. Libero ha titolato tempo fa “Il virus scansa i migranti”. Massimo Galli ha confermato che nel suo ospedale non c’era un solo migrante malato di covid, tutti italiani! Il medico eroe di Lampedusa Pietro Bartolo ha detto che “il pericolo viene da Nord, non da Sud”.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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