PALERMO – L’invito è di tornare a Palermo e di non ricordare la città siciliana soltanto per questa ‘brutta avventura’. A rivolgerlo ai turisti bergamaschi in quarantena all’hotel Mercure di Palermo, i bambini della vicina scuola elementare, che oggi hanno fatto avere al personale della struttura di via Mariano Stabile, lettere e messaggi.
“Abbiamo i biglietti che vengono da sotto le porte dei nostri ospiti e che abbiamo deciso di appendere in bella vista scrive sui social Barbara, che oggi racconta il nono giorno di ‘isolamento’ dello staff insieme ai turisti chiusi in camera – ci sono le nostre risposte che recapitiamo ai “relegati” insieme ai pasti, a volte loro da dietro la porta ci chiedono come stiamo, se siamo stanchi, se abbiamo cenato, e questo vale più di mille bigliettini…poi ci sono cassate e cannoli e crostate e torte e gelato e cibo di ogni genere che arriva da ogni dove (qualcuno lo fa solo per farsi pubblicità e recapita cibo con loghi giganteschi, ma anche questo fa parte del grande circo dei “social”). Ma oggi sono arrivate le letterine dei bimbi di quarta elementare di una scuola vicina all’albergo e ci siamo sciolti di fronte all’innocenza di bimbi che scrivono “cari turisti speriamo che non vi ricordiate di Palermo solo per questa brutta avventura ma anche per le arancine, le cassate e i cannoli”.
In questi giorni tanti palermitani hanno mostrato la propria solidarietà al personale dell’hotel e ai turisti in quarantena e molti commercianti e titolari di attività di ristorazione hanno offerto cibo e aperitivo. Come l’iniziativa di una rappresentanza dell’enogastronomia siciliana, Prezzemolo & Vitale e i produttori di vino Diego e Alberto Cusumano, che hanno dato il via all’Operazione Pale/rgamo (acronimo di Palermo+Bergamo). Ai turisti è così stato consegnato un menu della tradizione; non si tratta di una selezione della migliore cucina siciliana, bensì del più famoso piatto bergamasco, i casonsei, annaffiati da un Angimbè bianco di Sicilia. Realizzati dagli chef dell’Isola.


