"Una giornata storica per la destra", ma i delusi masticano amaro - Live Sicilia

“Una giornata storica per la destra”, ma i delusi masticano amaro

I giochi non sono ancora fatti, ma c'è tanta apprensione in chi sperava in un seggio pieno e invece deve contare i resti.
POLITICHE 2022
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CATANIA – “È una giornata storica per l’Italia e per la destra”. Francesco Ciancitto, neodeputato di Fratelli d’Italia eletto nel collegio uninominale di Acireale, non nasconde la sua soddisfazione. Non solo per il suo risultato personale, che pure non è da poco, ma soprattutto per l’exploit che il partito di Giorgia Meloni ha fatto su tutto il territorio nazionale. “I numeri sono solidi – dice a LiveSicilia – I cittadini hanno bisogno di risposte e noi finalmente possiamo dargliele”.

Il percorso politico di Ciancitto è comune ai meloniani della prima ora: prima l’attivismo sul suo territorio, Paternò, con Forza Italia nel lontano 1997. Poi, dopo pochi mesi, il passaggio ad Alleanza Nazionale e la continuazione dell’esperienza politica a destra. Assessore provinciale nella giunta di Giuseppe Castiglione, Ciancitto resta in carica fino al 2011, poi si iscrive a Fratelli d’Italia per via di un legame di stima con Giorgia Meloni, certo, e di affetto con Ignazio La Russa.

“Ho sempre fatto parte di questo gruppo – prosegue il neodeputato – E, a livello regionale, mi aspetto una vittoria di Schifani sull’onda di quanto accaduto a livello nazionale“. Stando ai primi numeri, la vittoria ci sarà. Ma Movimento 5 stelle e Cateno De Luca sembrano avere fatto da argine, in Sicilia, all’ondata di centrodestra che molti si aspettavano.

Oltre all’elezione certa di Ciancitto e Valeria Sudano alla Camera, e di Nello Musumeci al Senato, in quanto vincitori degli scontri all’uninominale, la battaglia per il plurinominale pare abbia lasciato un seggio a Montecitorio per Manlio Messina e uno a Palazzo Madama per Salvo Pogliese. Niente da fare in Sicilia orientale per Stefania Prestigiacomo, che guida la lista di Forza Italia portandola a chiudere con 107mila voti. Un risultato vicinissimo a quello che gli azzurri hanno ottenuto in Sicilia occidentale: 110mila voti, solo tremila in più rispetto a quelli raccolti sul versante dell’ex ministra.

In area centrodestra in Sicilia orientale, nei collegi plurinominali, anche la Lega esce sconfitta. Al di là della solita Valeria Sudano, forte di un consenso ormai più volte certificato, all’ombra dell’Etna rischiano di rimanere fuori esponenti di primo piano (e della prima ora) del Carroccio salviniano: dal sindaco di Motta Sant’Anastasia Anastasio Carrà all’ex assessore ai Rifiuti del Comune di Catania Fabio Cantarella. Entrambi si definiscono “uomini di partito”, ma se la batosta fosse confermata alla fine dei giochi – quando tutti i seggi saranno assegnati definitivamente, coi calcoli finiti – sarebbe difficile da mandare giù.

Aggiornamento delle 22.30
A calcoli finiti e seggi assegnati definitivamente, Anastasio Carrà viene eletto per scorrimento, da terzo della lista, nel collegio plurinominale di Catania alla Camera.


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