Unità siciliana, ecco le cariche| Andrea Piraino presidente

Unità siciliana, ecco le cariche| Andrea Piraino presidente

Commenti

    Il nuovo che avanza … nel senso che se ne poteva fare a meno.

    è strada che non spunta…la Sicilia ha avuto l’autonomia e l’ha usata male, invece che una marcia in più è stata una marcia …indietro

    IO MI SENTO SICILIANISTA E PROVO TANTA RABBIA PER LE PORCHERIE CHE I PIEMONTESI HANNO FATTO NEL MERIDIONE D’ITALIA,MA FRANCAMENTE ESSERE RAPPRESENTATI DA SALVO FLERES O DA MARIANO FERRO TOGLIE TUTTO L’ENTUSIASMO PER LA NASCITA DI QUESTO SOGGETTO POLITICO.

    COME AL SOLITO I PEGGIORI NEMICI DEI SICILIANI SONO I SICILIANI STESSI.HAI MAI LETTO LO STATUTO?????LO SAI CHE MOLTI AUTONOMISTI,COME I BASCHI,I FIAMMINGHI,I CATALANI FINO AGLI SCOZZESI,AGOGNANO UNO STATUTO SIMILE AL NOSTRO?????NON FARE IL GIOCO DEI NORDISTI,LEGHISTI E ANTIMERIDIONALISTI CHE ,PER CONTINUARE A SVERGOGNARE E DEPREDARE IL SUD, CI VENGONO A RACCONTARE CHE LO STATUTO E’ STATO IL MALE DELLA SICILIA, PERCHE’ NON E’ VERO!!!!!LO STATO CENTRALE HA SIN DA SUBITO OSTEGGIATO LA PIENA REALIZZAZIONE DEI PRINCIPI DELLA AUTONOMIA.LO STATUTO ANDREBBE PIENAMENTE ATTUATO E NON GETTATO NELLA SPAZZATURA!!!!!!LEGGI L’ARTICOLO 14,IL 17 O IL 21 SPECIALMENTE NEL COMMA 3 ED ANCORA IL 22 (A PROPOSITO DEL COSTO DEI TRASPORTI).PER NON DIMENTICARE CHE PERSINO LA POLIZIA DIPENDE DAL GOVERNO REGIONALE E NON DALLO STATO CENTRALE (ART.31),NESSUNA REGIONE AUTONOMA AL MONDO HA TALI POTERI ED IL TUO PRIMO PENSIERO E’ QUELLO ,NON DI CERCARE LA LIBERTA’ ,MA DI FARE IL GIOCO DI CHI LA LIBERTA’ TE L’HA TOLTA E FINO AD OGGI TI HA DATO BRICIOLE DI RICCHEZZA ED OCEANI DI POVERTA’.INFORMATI SU QUANTE RISORSE, DALL’UNITA’ D’ITALIA, IL NORD HA RUBATO AL SUD PRIMA DI PARLARE!!!!!!

    A me, l’entusiasmo, lo tolgono le persone come lei sempre pronte ad insinuare i piccoli “ma” e “se” invece di essere orgogliosi che, finalmente, ci sia chi ha deciso di dare uno scossone ad uno stato di cose che ha derubato e continua a derubare la Sicilia e i siciliani delle loro ricchezze (e sono tante) retrocedendola e confinandola a colonia italiana.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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