Usura, la Corte d’appello respinge istanza di revisione del processo

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I giudici hanno rigettato la richiesta del leonfortese Ettore Forno, definitivamente condannato a 2 anni 6 mesi di reclusione
CORTE D'APPELLO
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2 min di lettura

CATANIA. La terza sezione penale della Corte d’appello di Catania ha respinto l’istanza di revisione della condanna definitiva per usura a carico del leonfortese Ettore Forno. L’imprenditore, oggi sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per un’altra inchiesta, è stato condannato a due anni e mezzo di reclusione. La condanna riguarda i prestiti che avrebbe fatto, con tassi da usura, a un commerciante leonfortese che nel 2010 si tolse la vita.

Forno aveva chiesto di rivedere la condanna, nonostante il pronunciamento della Cassazione, sostenendo che fossero sopravvenute nuove prove e che, secondo il suo difensore, tali prove avrebbero portato all’assoluzione. Ma i giudici della Corte, presieduta da Carmela La Rosa, estensore Anna Maggiore, consigliere Paolo Corda, hanno rigettato l’istanza di revisione. Per i giudici la cosiddetta “prova nuova”, in realtà, non è altro una consulenza contabile di parte.

Non sarebbe “pertinente”, perché “non condurrebbe ad un esito diverso da quello a cui è giunto la Corte di Appello di Caltanissetta”. Già la Cassazione, il 2 febbraio 2022, lo aveva scritto: “Il reato di usura non si configurerebbe in seguito all’effettiva corresponsione degli interessi, ma anche solo in ragione dell’illecita pattuizione”. Insomma: per questa accusa Forno è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Il nuovo processo per usura si svolgerà a Enna

Nel frattempo, si ricorda, è stato rinviato a giudizio nuovamente per usura, per altri prestiti fatti alla stessa vittima. Prestiti per un totale di oltre 230 mila euro, risalenti al 2006 e 2007, venuti allo scoperto solo dopo la condanna a due anni e mezzo. Anche in questo secondo filone processuale Forno è accusato di aver applicato tassi d’interesse ben al di sopra della soglia di usura.

Il processo si aprirà l’8 luglio a Enna, dinanzi al giudice monocratico Elisa Daveni. La Procura di Enna aveva chiesto l’archiviazione ma il collegio difensivo delle persone offese – gli avvocati Marco Milazzo, Nunzio Buscemi e Pierfrancesco Buttafuoco – si è opposto, portando il Gip a ordinare la formulazione dell’imputazione coattiva. Questi fatti sono stati ritenuti, in sede preliminare, “nuovi e diversi” rispetto alla condanna definitiva.

L’inchiesta Full Control: richiesta di rinvio a giudizio per 21 persone

Per Forno, dunque, per queste nuove accuse vale la presunzione di non colpevolezza, così come per un’ulteriore accusa a suo carico, ovvero quella per cui Forno è attualmente ai domiciliari. Ettore Forno è stato coinvolto infatti nell’inchiesta della Guardia di Finanza “Full Control” e su di lui pende, assieme ad altri, una richiesta di rinvio a giudizio per usura e altre ipotesi di reato.


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