Vaccini in ospedale e variante inglese: il Covid in Sicilia - Live Sicilia

Vaccini in ospedale e variante inglese: il Covid in Sicilia

Parte la campagna vaccinale in Sicilia, ecco come. Cosa succede con la variante inglese.
IL PUNTO SULLA PANDEMIA
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PALERMO- I vaccini anti-Covid, almeno in prima battuta, in Sicilia, saranno somministrati nei reparti degli ospedali o nelle vicinanze degli stessi e sarà il personale sanitario a essere coinvolto, già dal ‘vaccino day’ di domenica prossima. Sono queste le ultime novità che arrivano da un vertice che si è svolto in assessorato.

Il vaccino in ospedale

Il ‘vaccino day’ rappresenterà l’avvio della grande campagna di massa che attende la Sicilia come il resto del Paese. Poi, con le vaccinazioni, secondo calendario, si andrà avanti da gennaio, a ritmo serrato, seguendo le priorità stabilite a livello centrale, cioè cominciando da chiunque indossi un camice. Le prime somministrazioni, nell’Isola, avverranno negli ospedali, perché è lì che saranno sistemate, in frigoriferi appositi, le dosi e perché è sempre opportuno, come accade per tutte le vaccinazioni, che ci sia la possibilità di intervenire in caso di eventi non previsti: ma questa – appunto, giova ricordarlo – è una precauzione che si usa in molte circostanze analoghe. Oltretutto, negli ospedali, sarà più semplice raggiungere gli operatori della sanità.

La variante inglese e la Sicilia

C’è poi la questione dell’ormai nota ‘variante inglese’ del Covid. Non bisogna incorrere in allarmismi di sorta, ma la questione è ancora da comprendere nella sua potenziale portata. Gli esperti, anche il professore Antonio Cascio, che abbiamo intervistato stamattina, fin qui, a scanso di sorprese, concordano su un punto: il vaccino dovrebbe proteggerci comunque. Sembra di capire che si tratti di una forma non più aggressiva, ma più contagiosa, un dato essenziale perché è proprio la contagiosità del Covid a determinare gli equilibri dell’assistenza e a influire sull’andamento della pandemia. Ecco perché, anche in Sicilia, l’attenzione è altissima.

I tamponi positivi e i dubbi

Intanto, si sono registrati tre tamponi positivi e due dubbi: questo il risultato dei test molecolari sui 134 passeggeri e sei componenti dell’equipaggio del volo Ryanair da Londra atterrato ieri sera a Palermo, prima del blocco stabilito a livello nazionale. I tamponi antigenici rapidi effettuati dai medici dell’Asp di Palermo e dell’Usmaf avevano dato esito negativo. I successivi controlli hanno accertato la presenza di tre contagiati tra i passeggeri, che si trovano tutti in quarantena. “L’efficacia dei doppi controlli, subito messa in atto dalla nostra organizzazione sanitaria in aeroporto, ci ha consentito in poche ore di individuare con certezza al riscontro del tampone molecolare, tre positivi e due dubbi. Oltre al volo proveniente da Londra, ieri il lavoro è stato incessante con ben 2.999 tamponi rapidi e tre positivi. Un lavoro che prosegue nell’interesse della collettività e di un sistema che in Sicilia sta fornendo un quadro chiaro su tutti i passeggeri in arrivo”. Lo ha sottolineato in una nota il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa.

Cosa succede a chi torna dall’Inghilterra?

Ovviamente, si stanno tracciando coloro che sono arrivati dall’Inghilterra. “Sulla base di quanto stabilito dall’ordinanza del Ministero della Salute, si comunica che tutti coloro i quali si trovano nel territorio di Palermo e provincia e negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato o transitato nel Regno Unito, sono obbligati a comunicare l’avvenuto ingresso nel territorio al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo da contattare ai seguenti numeri telefonici: 339.2929135 oppure 366.3485129. Gli interessati dovranno comunicare con urgenza anche tutti i contatti stretti avuti dal loro ingresso in Italia”. Questa la nota del Comune di Palermo.

L’isolamento fiduciario

“Sono 1115 i cittadini che, dal 14 dicembre scorso hanno fatto ingresso nel territorio siciliano provenendo dal Regno Unito, di questi 636 hanno già effettuato il tampone molecolare (ovviamente negativo) prima di arrivare nell’Isola. Tali dati sono stati estratti dagli uffici dell’assessorato regionale alla Salute e sono già nella disponibilità dei Dipartimenti di prevenzione delle Asp per tutte le misure del caso contenute nella nuova ordinanza del ministro Roberto Speranza”. così ha puntualizzato l’assessore Razza. In concreto? La risposta arriva sempre dalla macchina che, a Palermo, sovrintende all’emergenza e che è impegnata nella ricognizione delle persone che si trovano in questa fattispecie. Chi è arrivato dall’Inghilterra è stato o sarà sicuramente tracciato e dovrà poi rispettare, in linea generale, l’isolamento fiduciario di dieci giorni da concludere con un tampone, come se fosse il ‘contatto stretto’ di un positivo. Sarà L’Usca ad accertarne le condizioni. Si interverrà caso per caso, valutando le diverse situazioni.


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