CATANIA – “Non sarà questo gesto a fermarci”. La professoressa Pina Arena, tra le promotrici e animatrici del progetto ne è sicura, non saranno certo i vandali a interrompere un’iniziativa civica volta al recupero della memoria e del senso di comunità. Il furto della targa di intitolazione ad Aung San Suu Kyi e di due alberelli del “Giardino delle Giuste e dei Giusti” di piazza Cavour fa indignare la professoressa che denuncia: “Sono incredula e indignata. Lo avevamo piantato dieci giorni fa, insieme, docenti di Toponomastica Femminile e Fnism, giovani di Legambiente, scout di Catania 19, studenti del “Vaccarini, il gruppo Mobilità sostenibile a Catania, l’assessore all’ambiente, Rosario D’Agata, i consiglieri Maria Ausilia Mastrandrea e Sebastiano Arcidiacono. C’era con noi anche Ulianova Radice, direttrice di Gariwo – afferma la Arena.
Ora restano buche ancora fresche nel terreno, le reti che proteggevano gli alberelli sono scardinate, il segno della targa è ancora visibile. E’ un atto di inciviltà e ottusità – prosegue l’insegnante – di incapacità ad accogliere e rispettare il bene comune, a partecipare alle azioni virtuose di uomini e donne perbene, volenterosi, di ragazzi e ragazze che sognano una città sicura, bella, pulita, in cui respirare il profumo dell’esempio della più nobile umanità”.
Un gesto che non ferma una rete attiva da tempo ormai. “Non ci fermiamo – assicura la Arena – ripianteremo gli alberi e li rintitoleremo a uomini e donne sacrificati dall’ottusità e dalla barbarie che, oggi, qui si consumano nella banalità brutale di un atto vandalico. Ora, ancor più di prima, sappiamo che è necessario ripiantare alberi ed intitolarli alle Giuste e ai Giusti”.

