PALERMO – Il timore di una campagna elettorale ‘viziata’ dalle assunzioni nelle società partecipate della Regione, con le diffidenze che prendono corpo anche tra gli stessi alleati del centrodestra. Tutto questo ha portato all’approvazione all’Ars di una norma che stoppa le assunzioni a tempo determinato e indeterminato nelle Partecipate della Regione Siciliana fino a dicembre 2027.
L’emendamento stoppa assunzioni
L’emendamento al ddl Stralcio che esaminato dalla prima commissione porta la firma del Partito democratico (promotore Antonello Cracolici). La modifica, tuttavia, ha trovato il favore anche del centrodestra, con l’esclusione dell’unico componente della Lega, Giuseppe Laccoto.
Come funziona lo stop alle assunzioni nelle società partecipate
Sette righe molto chiare, che stoppano ogni possibilità di “procedere ad assunzioni di personale sia con contratto di lavoro a tempo determinato che indeterminato”. Restano salve soltanto le assunzioni nelle Aziende sanitarie e in quelle ospedaliere, molte delle quali già in fase avanzata con i concorsi, e le procedure di stabilizzazione dei precari nei Consorzi di bonifica.
Una mossa che, secondo quanto filtra da Palazzo dei Normanni, avrebbe l’intento di sbarrare la strada soprattutto alle nuove possibili assunzioni proprio nei Consorzi di bonifica attraverso i nuovi Piao. L’allarme, però, sarebbe scattato anche per il concorso degli autisti-soccorritori del 118, che la Seus ha comunque sospeso al momento.

Che cos’è il Gap
L’emendamento approvato in commissione Affari istituzionali nel giorno in cui i tre nuovi assessori giuravano all’Ars prende formalmente le mosse da una necessità: “garantire il contenimento della spesa pubblica regionale e l’equilibrio dei bilanci” nelle realtà che rientrano nel Gap (Gruppo amministrazione pubblica). Quest’ultimo è il documento che racchiude enti e Partecipate della Regione Siciliana. Il non detto sta nella volontà di stoppare ogni possibile mossa clientelare in vista delle Regionali 2027.
La norma sulle incompatibilità fra politica e governance sanitarie
Sulla stessa linea anche l’emendamento a firma M5s che introduce l’incompatibilità fra cariche politiche e quelle nella governance delle aziende sanitarie. Queste ultime diventano incompatibili con le cariche di sindaco, di componente delle giunte comunali e regionali, di consigliere comunale o di circoscrizione.
“Tradotto – dice il coordinatore regionale M5s Nuccio Di Paola -, significa mai più casi Croce e mai più casi Faraoni”. Il riferimento è all’incarico da direttrice generale che Daniela Faraoni aveva ricoperto prima di andare a guidare l’assessorato regionale alla Salute, mentre Ferdinando Croce era stato assessore al Comune di Giardini Naxos.

