PALERMO – “Assunzioni, favori, appalti. Quanto messo nero su bianco dalla procura di Caltanissetta sulla gestione del Cefpas è un autentico trattato sul meccanismo malato che guida la sanità in Sicilia. Non si punta a migliorare il sistema, ad affrontarne i problemi ma a sfruttare poltrone e incarichi per tornaconto elettorale e personale”. Lo dice il deputato del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale, che sulla gestione del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario della Regione, e sulle procedure di assunzione nell’ente, aveva presentato una interrogazione a Sala d’Ercole, seguita da un esposto in Procura.
“I fatti contestati – precisa Dipasquale – sono precedenti all’ultima raffica di assunzioni oggetto dei miei interventi ma le modalità mi paiono le stesse che ho denunciato. Quello che emerge, stando all’impianto accusatorio della Procura, è un vero e proprio patto corruttivo sulla pelle della sanità siciliana. Per questo non bastano le commissioni di verifica e inchiesta messe su in fretta dall’assessorato e solo quando non è più possibile mettere la polvere sotto il tappeto”.
La Cgil chiede il commissariamento del Cefpas
La Cgil e la Fp Cgil Sicilia chiedono il “commissariamento del Cefpas e di tutti gli enti regionali in cui sono emerse opacità sia per denunce da soggetti vari che per procedimenti giudiziari aperti”. “La vicenda Cefpas – dico il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino e il segretario generale della Fp Sicilia Francesco Fucile- è uno dei tanti casi di malagestione associata a un uso di un ente pubblico o a partecipazione pubblica a scopo di clientela e di voto di scambio. Ed è anche uno dei tanti casi di sottovalutazione o peggio colpevole accondiscendenza da parte della politica”. Al Cefpas sono in corso perquisizioni e proprio stamani sono stati notificati dalla procura di Caltanissetta 8 avvisi a comparire, uno dei quali a un deputato regionale.
Mannino e Fucile rilevano che “tutti gli elementi oggi sotto la lente di ingrandimento nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria, avviata nel 2023, si ritrovano nelle denunce della Cgil e della Funzione pubblica di Caltanissetta a partire dal 2022. Il governo poteva cioè già intervenire per smantellare il sistema, ma non l’ha fatto e c’è voluto l’intervento della magistratura per scoperchiare la pentola” .
“Questa vicenda- aggiungono – è dunque l’ennesimo tassello di un sistema politico- clientelare diffuso, duro a morire che piega a interessi particolari anche enti con importanti funzioni strumentali. Uno dei tanti casi in cui enti deputati a svolgere funzioni importanti per la collettività vengono utilizzati per sostenere gli interessi particolati del sistema politico- clientelare. Noi riteniamo che il minimo che il governo fare ora, di fronte alla tempesta che sta investendo il Cefpas, – sottolineano Mannino e Fucile- è avviare subito il confronto con i sindacati per un riordino complessivo degli enti a partecipazione regionale, finalizzato a dare trasparenza, efficienza e a sbattere fuori dal sistema le clientele e chi le foraggia”.
Mannino e Fucile ricordano che “le innumerevoli denunce pubbliche fatte dalla Cgil, le richieste di accesso agli atti e le battaglie sindacali volte a ripristinare la legalità e il buon andamento amministrativo al Cefpas. Legalità violata su più fronti- rilevano- non solo su quello dei concorsi. Queste battaglie – affermano i due esponenti sindacali- sono state portate avanti da Cgil e Fp in perfetta solitudine trovandosi di fronte il muro dell’indifferenza, del silenzio da parte delle istituzioni regionali alle quali veniva chiesto di fare chiarezza e di intervenire. Confidiamo adesso nell’azione della magistratura- concludono- ma la vicenda non può fermarsi qui in attesa di una nuova inchiesta. La politica è tenuta a dire risposte a una collettività che chiede trasparenza, legalità, diritti e una buona gestione della cosa pubblica”.
Barbagallo (Pd): “Il centrodestra gestisce la Regione come un comitato d’affari”
“Quello di oggi è l’ennesimo scandalo che riguarda un parlamentare regionale di centrodestra e conferma purtroppo, che il centrodestra gestisce la Regione come un vero e proprio comitato d’affari. Restiamo garantisti ma l’indagine di oggi fotografa in modo chiaro e netto, ancora una volta in questa legislatura, un metodo di costruzione del consenso da parte del centrodestra in Sicilia: un metodo conclamato basato sulla logica del favore, dello scambio, della clientela senza nessuna considerazione né per il bene comune né per l’uso dei soldi pubblici”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, dopo l’indagine per corruzione al Cefpas e la richiesta di arresto chiesta anche per un deputato regionale.
“Lo avevamo detto in tempi non sospetti. Il PD lo aveva denunciato – prosegue – e contestato da tempo che le cose al Cefpas non andavano bene. Lo avevamo fatto in aula a Palazzo dei Normanni e con un esposto specifico a firma dell’onorevole Dipasquale presso la procura della Repubblica. E’ ora, a questo punto, che Schifani – conclude – tragga finalmente le dovute conseguenze, rimetta il mandato, liberi la Sicilia e dia la parola agli elettori”.
Di Paola (M5S): “Cefpas ennesimo scandalo, Schifani si dimetta”
“Quello del Cefpas è l’ennesimo scandalo che travolge il centrodestra di Renato Schifani. L’ennesima inchiesta giudiziaria di corruzione che riguarda un deputato di Forza Italia, palesa uno squallido sistema di assunzioni di amici e parenti negli enti pubblici. Un sistema che ci fa schifo e che costringe ogni anno migliaia di giovani preparati e motivati ad andar via dalla Sicilia perché possibilmente vengono scavalcati dal raccomandato di turno”. Lo dice il coordinatore regionale del Movimento 5 stelle Nuccio Di Paola.
“Questo è quello che da sempre fa la cattiva politica – aggiunge l’esponente 5s – Schifani deve andarsene, il centrodestra deve liberare la Sicilia. Schifani spieghi ai siciliani – a cosa servono le fantomatiche riunioni di maggioranza se la sua parte politica non esiste più e anzi è tenuta in vita solo dalle cronache giudiziarie. I siciliani non ne possono più di oltre 10 anni di scandali e zero crescita con le destre al governo. Si dia subito la parola ai cittadini – conclude Di Paola – quei cittadini che meritano di vivere in un’Isola normale ed efficiente”.
Catanzaro (Pd): “
“Ormai abbiamo perso il conto degli esponenti di centrodestra finiti al centro di indagini. Ci saremmo aspettati un sussulto di dignità da parte del presidente Schifani ma il suo attaccamento alla poltrona è sconfinato, è rimasto l’unico a non rendersi conto della gravità della situazione”. Lo dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars in merito all’indagine per corruzione al Cefpas.
“Un’indagine – aggiunge Catanzaro – che punta a far luce sugli stessi ambiti sui quali il gruppo parlamentare Pd all’Ars aveva presentato un’interrogazione parlamentare”.

