'Angela da Mondello', i balletti e la banalità del banale

‘Angela da Mondello’, i balletti e la banalità del banale

Tutto è nato da uno slogan sulla spiaggia. Ma saremo ricordati per altro
COVIDDI E DINTORNI
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Le ultime notizie sui balletti, sulle ‘imprese’ e sulle disavventure della nota ‘Angela da Mondello’ ci costringono al paradosso.
Non possiamo non guardare, in un tempo in cui l’effimero seduce l’anima di tutti. Non possiamo non accorgerci, con sgomento, di noi stessi, mentre stiamo guardando, immersi nella banalità del banale. Un giorno, quando si studieranno gli effetti della pandemia, sarà impossibile per i posteri credere che, tra una mascherina e un distanziamento, abbiamo trovato l’occasione di occuparci di un dimenticabile ritornello negazionista con un termine (‘Coviddi’) che nemmeno esiste. Nessuno ci crederà, eppure è accaduto. E questo darà già la misura di tutto. Allora perché scriverne ancora? Non è una contraddizione? Forse, ma è anche una segnaletica dello sprofondo, un avvertimento ai lettori che verranno.
Angela da Mondello svela la réclame del nulla: ci riferiamo al personaggio, non alla persona in carne e ossa, ché restare umani significa avere comunque rispetto. Cioè, narriamo di quel simbolo, sorto su una spiaggia e rilanciato da un senso dello spettacolo che sfrutta il grottesco, in alternanza con una finta compassione e con una indignazione di cartapesta, per essere servito al lato peggiore degli spettatori. Solo che il grottesco, quando simbolicamente nacque, poteva anche provocare un po’ di soffice commiserazione in chi seguiva le cose siciliane e non si confrontava con gli squilli pandemici del Nord. Adesso, no. Adesso la catastrofe è nazionale, diffusa, evidente. Ecco perché la persistenza dello spettacolino, con il suo codazzo appiccicato addosso, ha assunto, nel lutto dei morti vecchi e nuovi e nella nobiltà degli sforzi eroici che si compiono negli ospedali, la fisionomia dell’insopportabile.

Le due foto messe accanto

Davide Faraone, senatore palermitano di ‘Italia Viva’, sul suo profilo facebook, ha realizzato un accostamento duro come un cazzotto alla bocca dello stomaco, che spinge a riflettere.
Due foto in un’unica immagine e un testo. Eccolo: “A sinistra, una che i media hanno fatto diventare purtroppo una star. Perché è cosi. Purtroppo. È scienza. I media creano i miti e poi questi si adeguano.In questo caso il mito, la star del web, l’influencer contro cui nessun vaccino è efficace, è tale Angela da Mondello. La conoscete. Quella di “Non ce n’è coviddi” (…). A destra, e mi spiace metterle a fianco, Chiara. Aveva solo 21 anni. È morta di Covid. Venti giorni ha combattuto, non per lei. Per non lasciare solo il suo piccolo di 13 mesi. La giovanissima mamma del Torinese non ce l’ha fatta. Ricordatelo, aveva solo 21 anni. E il Covid l’ha uccisa. Perché il Covid non conosce rispetto”.
Ecco il succo di un più ampio post che ci induce a ragionare, non tanto sulla connessione direttamente inesistente fra due persone sideralmente distanti, che più lontane non potrebbero essere, ma sul legame fra i comportamenti e il dolore. A prescindere dal caso in specie, quanti si pongono il problema? Quanti, nelle loro piccole imprese quotidiane, sanno saggiamente annotare la relazione che intercorre tra le scelte individuali – se sto attento, se proteggo e mi proteggo, se sono responsabile o non – e il respiro difficile nelle corsie dei reparti? Quanti hanno davvero compreso che la prudenza di uno è la salvezza di tutti? Quanti dosano le frasi e gli slogan e aiutano nella comprensione, piuttosto che dissipare la nostra umanità nell’esaltazione di un mondo libero che si dimostra soprattutto egoista?

I negazionisti e altre storie

Comunque, ‘Nocenecoviddi’ è il lato balneare del negazionismo, perché c’è poi un negazionismo truce, viscerale. Che accusa i giornalisti di ‘terrorismo mediatico’. Che, semplicemente, perfino quando viene mostrato, nega lo sconquasso del virus, declassandolo a messinscena (perché? Di chi?). Che commenta con la faccina sprezzante le file delle ambulanze davanti agli ospedali. E che urla: ancora con il Covid, basta con questa storia!, senza sapere come sarebbe gratificante, per chi vive di comunicazione, narrare di Heidi che conduce le caprette al pascolo. Purtroppo, non si può: intanto che la paura rivela la sua origine democratica, facendo letteralmente paura a tutti, pure a a coloro che negano e confermano, negando l’innegabile, quanto sia in fondo corretta la loro percezione della realtà.
Per fortuna abbiamo anche altre storie: di coraggio, di volontà e di forza che un po’ redimono un tempo consacrato alla cecità. E ci fanno sperare i buoni protagonisti del frangente – quelli che si prendono cura di qualcuno – che non saremo ricordati soltanto per la banalità del banale. E che qualcosa di noi, qualcosa di meglio di uno slogan, resterà.


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Commenti

    In mezzo al dolore, la signora di Mondello è una macchietta dell’ignoranza.

    Roberto Puglisi, sei una penna sopraffina, complimenti!

    Facile palato

    In un precedente articolo su questa signora avete scritto che ha più di trentamila follower sui social, ebbene io chiederei a ciascuno di loro singolarmente cosa ne pensa dell’attuale situazione sanitaria e per i più negazionisti organizzerei pure delle visite guidate nelle terapie intensive.

    È anche una questione di soldi e compensi che questa gente sciacalla lucra con le comparsate da Barbara D’Urso, le interviste, i video, le esclusive sulla storia della vita di questa decerebrata. Ne abbiamo riso, l’abbiamo sfottuta, abbiamo condiviso i video con gli amici, ora ignoriamola, si sgonfierà quando non se parlerà più, per rispetto verso chi soffre.

    madam mondello ha saputo evidenziare un immagine del covid quasi satirica in un personaggio direi boccaccesco di opera buffa in un personaggio il virus come se fosse un amico di cui non avere timore , forse la madm mondello e’ un poì come Fra galdino che spacciava piume di arcangelo cambriele come miracolose e tutti ci credevano ….. , secondo una metodo retorico che in questo caso ha avuto successo esaltando il concetto di dire cio che non andrebbe detto o fare cio che non andrebbe fatto . Il concetto di proibito ha avuto l’effetto desiderato ….cosi fa anche sgarbi critico d arte politico che si oppone al covid gia’ dalla sua nascita……..chi’ e’ imbecille in questi casi chi segue o chi la fa ? non si tratta di esere imbcilli ma di un modo della collettivita’ di opporsi alle negativita’ seguendo anche le false illusioni.

    La colpa è di chi la segue

    La colpa di chi vota questi politici, no di questa signora.

    ma cosa c’entra questa politica tiricordo che la durso e’ su mediaset quindi politica di consumismo ……

    Buonasera, ma perchè si continua a parlare e mostrare questa persona in un momento in cui il buio ci è cosi vicino?

    Fosse “Angela da Mondello” il motivo per cui i palermitani dovrebbero indignarsi, beh, palermo potrebbe tranquillamente essere annoverata tra le piu’ belle citta’ dove vivere. Ma purtroppo la disgrazia e la condanna di questa citta’ e’ proprio quella di essere vissuta o ,sarebbe piu’ onesto dire, inzozzata dai suoi abitanti. Palermo e’ sempre piu’ sporca e trascurata! Un’intera citta’ invasa da ingombranti di ogni sorta. Non c e’ un solo angolo pulito e decoroso. Vergogna! …dimenticavo allo squallore e al sudiciume non ci si fa caso perche’ fa parte del folklore locale!

    Angela candidata al consiglio comunale di Palermo?

    Ripeto la mia opinione. Non me la sento di dare tutte le colpe, a chi ha solo colto un’opportunità inattesa e che non si è andata certo a cercare di proposito! La signora si trovava al mare in un periodo in cui il virus sembrava avere allentato la presa e colta alla sprovvista da una domanda inattesa, ha solo dato una risposta, irriguardosa verso ciò che c’era stato nei mesi precedenti, ma ben in linea col suo livello socioculturale. Sono stati il web coi suoi tormentoni, alcuni programmi tv purtroppo con un certo seguito e qualche speculatore, a creare il mostro mediatico! Mi chiedo solo una cosa, senza ipocrisie: di fronte alla possibilità di una notorietà, pur effimera, ed all’occasione di fare qualche quattrino, in quanti si sarebbero tirati indietro una volta trovatisi in gioco senza neanche volerlo?

    Rispondo alla domanda del sig. Marcello: se fosse capitato a me, dopo aver risposto alla domanda dell’intervistatrice inviata da Nostra Signora del Nulla Barbara D’Urso, avrei declinato, ringraziando, ogni ulteriore invito in video per una questione di buon gusto. Ognuno ha sempre la propria parte di responsabilità nelle azioni che si compiono. Poteva finire lì sulla spiaggia con un grazie e un sorriso. Bastava riflettere sul fatto che non siamo in un Truman show, che la sofferenza delle persone è vera e tangibile. Ma oggi pensare è diventato cosa rara e fuori moda…

    Sicuramente anche io, sapendo che l’intervista proveniva non da un qualsiasi tg ma da una trasmissione che tutto svolge tranne che informazione, avrei declinato l’invito! Il mio era però, un discorso più ampio: mi chiedevo solamente, cioè, in quanti nel caso in cui una loro parola o frase fosse diventata, per pura casualità, un tormentone da web o un caso Tv, si sarebbero tirati indietro, pur di avere un minimo di visibilità e la possibilità di facili guadagni senza far nulla!!!

    secondo il mio parere commentando facciamo il suo gioco e lei ottiene quello che voleva .

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