Cascio e le minacce: "Non ho rancore, certo che curerei un no vax"

Cascio, insulti e minacce: “Certo che curerei un no vax”

Antonio Cascio
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Commenti

    Massimo rispetto del il Dr. Cascio , sarà sicuramente un grande medico .
    La questione dell’obbligo pone però problemi giuridici che esulano dalla competenza e dalla conoscenza della maggior parte dei medici .
    La questione dell’obbligo va letta in chiave sentenza corte costituzionale 118/96 – nel quadro delle “tragiche scelte del diritto” – vanno quindi attivate le misure prevista dal comma 7 della risoluzione 2361 della comunità Europea .
    In sostanza prima di obbligare lo stato deve istituire un congruo fondo indennizzi, una tabella certa di indennizzi ed attivare una procedura di risarcimento in via equitativa che abbia natura non giudiziale ma transattiva in modo da poter ristorare rapidamente chi avrà conseguenze nefaste dal vaccino .
    Perché parliamoci chiaramente le percentuali di coloro che hanno conseguenze sono molto basse ( credo nell’ordine di per 10.000 su conseguenze lievi – per 100.000 su conseguenze medie e per 500.000 su conseguenze gravi o decessi ) ma quei soggetti che vengono colpiti non possono essere lasciati con il cerino in mano .. non si possono certo aspettare i 10/15 anni della giustizia italiana per aver riconosciuto un ristoro .. senza neanche avere la certezza che lo stato paghi …. ( vedi tanti scasi già successi) .

    Io dico una cosa al professore che la ritengo una persona perbene, partiamo subito dal dire che capisco la stanchezza di quest’anno e la pressione in ospedale, però la cosa che disse sui no vax non la condivido per niente, so però che magari sono parole dettate dalla rabbia e che come si dice da noi “s’ammazzassi a vita” lei stesso pur di curare una persona che sia no vax, che sia altro ecc…

    Il prof. Antonio Cascio è una nobile figura di galantuomo ed un grande medico ricco di sapienza, generosità ed umanità.
    Solo che non lo conosce può pensare di offenderlo.

    Aspirano tutti ad essere candidati nel PD ( magari dopo una scorta a nostre spese per minaccie) oppure è solo protagonismo? Parlo in generale , io mi sono vaccinato, ma vedo troppe i terzista on giro e troppi medici che tolgono tempo al.loro vero lavoro in un momento di emergenza sanitaria

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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