PALERMO – Una pedina trasversale della mafia moderna, un consulente per gli affari. Così gli investigatori tracciano il profilo di Giuseppe Vulcano, 37 anni, uno deli arrestati del blitz antimafia a Brancaccio. In realtà Vulcano, consulente finanziario e contabile, è legato al mandamento mafioso di Porta Nuova. Un legame che nasce da una parentela eccellente. È cugino di Teresa Marino, moglie del capomafia di Porta Nuova, Tommaso Lo Presti, e pure lei arrestata in passato per mafia.
I coniugi Lo Presti
Il marito è stato arrestato di nuovo dai carabinieri lo scorso febbraio nel blitz dei 181. Poco prima i coniugi Lo Presti festeggiarono le nozze d’argento nella basilica di San Domenico, il pantheon dei palermitani illustri, che custodisce anche le spoglie di Giovanni Falcone. Il marito era stato scarcerato per fine pena in tempo per i festeggiamenti.
Teresa Marino è stata una donna di mafia, andando oltre il suo ruolo di moglie del boss Lo Presti. Non si limitava a passare gli ordini del marito ma li impartiva.
Il “consulente finanziario” della mafia
Le nuove indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo fanno emergere il ruolo di Vulcano che avrebbe gestito alcuni affari. I boss di diversi mandamenti avrebbero investito in attività commerciali come sale bingo, tabaccherie e pompe di benzina. A guidare le operazioni sarebbe stato Vulcano.
E poi c’è il business delle aste immobiliari. I boss avrebbero fatto terra bruciata in modo che nessun altro presentasse offerte e si sarebbero così accaparrati gli immobili al miglior prezzo. In uno di questi abitavano i coniugi Lo Presti e, dopo l’arresto del marito, ci vive Teresa Marino.
Il programma elettorale
Nel 2022 Vulcano, che non risulta iscritto ad alcun ordine professionale o albo, tentò la strada della politica. Si era candidato al consiglio comunale di Palermo, nella lista “Lavoriamo per Palermo”, in sostegno del sindaco Roberto Lagalla. Racimolò appena 283 voti.

Per spiegare il suo programma allora scriveva: “Un imprenditore con una semplice segnalazione di ritardo nei pagamenti si vede negato qualsiasi prestito da parte delle banche o incontrano anche difficoltà nell’ottenere i bonus previsti dallo Stato e per evitare il fallimento si rivolgono alla malavita. Proporremo al Comune anche di affittare e assegnare i beni confiscati alla mafia”. Ora è tra i 32 fermati del blitz.
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