Ars, il governo si schianta in aula: maggioranza a pezzi - Live Sicilia

Ars, il governo si schianta in aula: maggioranza a pezzi

Complice il voto segreto, le facili previsioni della vigilia non vengono smentite.
FINANZIARIA
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PALERMO – Un tranquillo martedì di paura. Il governo Musumeci esce con le ossa rotte dal Vietnam dell’aula. Complice il voto segreto, le facili previsioni della vigilia non vengono smentite: la crisi della maggioranza è conclamata. 

Le partite incrociate

Ma sul voto relativo alla Finanziaria aleggiano ben altri spettri legati all’implosione del centrodestra siciliano che, nonostante la sintesi trovata a Palermo sul candidato sindaco Roberto Lagalla, rimane impigliato nella guerra senza quartiere tra sostenitori e detrattori del bis di Musumeci. 

Le parole acuminate del coordinatore azzurro Gianfranco Miccichè e la conseguente prova di forza muscolare del duo Musumeci-La Russa segnano un punto di non ritorno. E i numeri in aula parlano chiaro: il governo va sotto quattro volte. Le percentuali sono quasi bulgare: 25, 28, 31, 34 un climax di voti che scalfiscono il governo. 

Si allarga il fronte dei malpancisti

I malpancisti ringalluzziti giocano di sponda con l’opposizione e lanciano un segnale chiaro al Presidente (che lascia l’aula dopo il magrissimo bottino di 11 voti totalizzato per resistere a un subemendamento di Pd e M5S). Se la matematica non è un’opinione non si può non registrare che il fronte degli scontenti si sta allargando a macchia d’olio. 

La geografia dell’aula sembra suggerire che i “reduci” sono prevalentemente arroccati nel fortino neo-sovranista FdI-Db-Attiva Sicilia. 

Maggioranza ai ferri corti

I beneinformati raccontano di un clima spettrale, di un nervosismo palpabile tra i fedelissimi del Presidente (con il fronte dei ribelli azzurri in grosso imbarazzo) che vede cadere a colpi di voto segreto norme care ai fedelissimi Armao e Messina. “L’aula non vuole più Musumeci: è evidente”, sbotta off record un deputato che sottolinea anche il mancato saluto del Presidente agli onorevoli una volta varcata la soglia di sala d’Ercole. 

E stamattina si scriverà un nuovo capitolo della storia infinita del governo a poco più di un anno di distanza dal voto d’aula in cui il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè disse che la maggioranza non esisteva più. La tempesta perfetta in attesa che venerdì a Palermo arrivi Matteo Salvini. 


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