"Mala gestio" dei beni confiscati | Saguto: "Accuse mediatiche" - Live Sicilia

“Mala gestio” dei beni confiscati | Saguto: “Accuse mediatiche”

Silvana Saguto

Finora l'ex magistrato aveva scelto di restare defilata.

CALTANISSETTA
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PALERMO – Silvana Saguto si presenta in aula. Era abituata a farlo, ma da imputato è diverso. Non è più un magistrato rispettato, adesso è sotto accusa per associazione a delinquere, corruzione, falso e abuso d’ufficio. Non deve solo respingere le contestazioni dei pubblici ministeri di Caltanissetta, ma deve difendere la sua reputazione.

È la prima volta che Saguto decide di partecipare al processo sulla “mala gestio” dei beni confiscati alla mafia che si celebra davanti al Tribunale nisseno presieduto da Andrea Catalano. Siede accanto ai suoi legali, gli avvocati Ninni Reina e Antonio Sottosanti. Finora era rimasta defilata. Lo scorso aprile aveva rotto il silenzio rilasciando un’intervista a Panorama, oggi partecipa all’udienza. Fa pure delle dichiarazioni spontanee per giustificare la sua mancata partecipazione. “Mi scuso che non sono venuta, ho avuto problemi di salute”. Gli stessi problemi di salute per i quali aveva chiesto di rinviare il procedimento disciplinare che al Csm si è concluso con la sua momentanea radiazione (il magistrato può fare ricorso contro la decisione dell’organo di autogoverno delle toghe). Annuncia che ricorrerà anche altre volte alle dichiarazioni spontanee, segno della sua volontà di stare nel processo, di battagliare per dimostrare che il sistema desolante venuto fuori dalle indagini in realtà non è esistito: “Mi difenderò in questa sede dalle accuse che mi sono state rivolte a livello mediatico”.

Sotto accusa, oltre all’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, radiata dalla magistratura, ci sono il padre del magistrato, Vittorio Saguto, il marito Lorenzo Caramma e il figlio Emanuele, gli amministratori giudiziari Gaetano Cappellano Seminara, Walter Virga, Aulo Gigante e Nicola Santangelo, il colonnello della Dia Rosolino Nasca, i docenti universitari Roberto Di Maria e Carmelo Provenzano, la moglie e la collaboratrice di Provenzano, Maria Ingrao e Calogera Manta, l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte

Al processo depone Alessandro Scimeca, amministratore giudiziario che consentì a Saguto di pagare a rate un conto da migliaia di euro al supermercato che gestiva. Saguto arrivò ad accumulare un debito superiore a 19 mila euro. Scimeca racconta in aula che avrebbe invitato più volte il magistrato a pagare ricevendo rassicurazioni che avrebbe onorato il debito. Gli diceva che si trovava in un momento di difficoltà economica. E così fu Scimeca a iniziare a pagare, come se avesse fatto un presto all’ex presidente. Quando esplose il caso giudiziario l’ex magistrato saldò la restante parte della spesa. Solo che Scimeca non avrebbe più avuto indietro i suoi soldi. Anzi, lui non li mai chiesti. Ora l’amministratore giudiziario è testimone dell’accusa, secondo cui Saguto sarebbe responsabile di concussione nei confronti di Scimeca: lo avrebbe costretto a non attivarsi per recuperare il debito. Ed ancora Saguto avrebbe cercato di imporre Scimeca l’assunzione del figlio di un amico dell’ex prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, nell’amministrazione giudiziaria dell’Abbazia Sant’Anastasia, di recente restituita a Francesco Lena. Scimeca conferma l’episodio. L’assunzione gli fu chiesta, ma non se ne fece nulla. 


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Commenti

    Il tempo è galatuomo!!!!

    dovrebbe fare qualche annetto di galera e al pari dei mafiosi le andrebbero confiscati i beni

    Qualche secolo vorrai dire.
    e non basterebbe.

    Saguto, Montante, Lumia…quanta passione e dedizione nella lotta alla mafia…

    In un Paese civile andrebbe affidata alle patrie galere con il doppio della pena prevista dallo stesso reato per un comune mortale. Già in un Paese civile ……scusate avevo dimenticato per un attimo che siamo in Italia. Povera patria

    Concordo con i due commenti e aggiungo questa è gente senza scrupoli chi rappresenta lo Stato la legge che invece pensa solo a fare i propri interessi è una cosa terribile!aggiungo che oltre a lei andrebbero puniti con il carcere non solo tutti i giudici coinvolti ma anche i vari amministratori giudiziari che per farsi dare ho incarichi hanno venduto l’anima al diavolo!!vorrei ribadire la totale incapacità di questa gente che porta spesso al fallimento delle aziende per loro manifesta incapacità.ma a loro non gliene fotte nulla pensano solo alle parcelle che ogni mese incassano e che noi ci sogniamo!a cominciare da questo signore che consentiva alla Saguto di pagare a rate o non pagare addirittura tanto i supermercati non erano i suoi!poi arriva uno morto di fame che chiede di pagare una simmenthal a fine mese a lui l’amministratore non fa credito alla signora si!!!!che rabbia

    Quando erano al potere figurati se professavano tale umiltà di atteggiamenti ma adesso spero che facendo la spesa al supermercato paghino di tasca loro anche perché penso e spero che nessuno voglia fare credito a simili personaggi

    Poverina. Martire innocente di un processo mediatico.
    Santa Subito.

    …Ciak si gira… tratto dal film “Il primo dei bugiardi”… Buona visione…Caki’iii

    …..tanto adesso c’è un ministro della repubblica che la difende! Capisci a me!

    Pensa ancora di darcela a bere? Avv.Bongiorno io ho votato x Lei adesso che e’ ministra la smetta di difendere “questi personaggi”. Difenda gli italiani ONESTI

    Mai come ora la magistratura sta facendo pulizia.

    PAROLE SANTE !!!!!!
    MI ASSOCIO !!!!
    INVITO GLI ITALIANI A CONDIVIDERE !

    Secondo me la Bongiorno dovrebbe immediatamente rimettere il mandato!!!ma subito senza perdere tempo!un ministro non può difendere sta gente!!!

    Grande spirito di abnegazione!

    Ha già detto la frase
    “Proverò la mia estraneità ai fatti” e
    “E’ in atto una macchina del fango contro di me”?

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