Bocciatura Stabile, Catania Futura: |"Bianco lo riporti all'eccellenza" - Live Sicilia

Bocciatura Stabile, Catania Futura: |”Bianco lo riporti all’eccellenza”

Il gruppo che fa riferimento all'ex assessore regionale, Nico Torrisi, lancia un appello al primo cittadino affinché intervenga presso il Ministero che non ha inserito il teatro catanese in quelli di rilievo Nazionale. E lancia un'accusa alle gestioni passate.

l'intervento
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CATANIA -Un danno per Catania e per la cultura siciliana. Il gruppo Catania Futura, riferimento dell’ex assessore regionale asi Trasporti Nico Torrisi e del deputato acese Nicola D’Agostino, interviene in relazione alla decisione presa dal Ministero dei Beni culturali, di non assegnare allo Stabile di via Fava la qualifica di Nazionale. Lo fa chiedendo al sindaco Bianco una forte presa di posizione.

“Nel prendere atto, con grande rammarico, della retrocessione del Teatro Stabile di Catania ad opera del MIBACT (che non ha ritenuto opportuno concedere all’ente catanese la qualifica di Teatro Nazionale) – affermano i rappresentanti del gruppo in Consiglio comunale – sosteniamo il sindaco Enzo Bianco, che,ne siamo certi, saprà far valere il suo peso politico nel far recedere il Ministero dalla sua improvvida decisione, nel compiere un deciso sforzo per avviare un processo di rinnovamento e per riportare il nostro antico e glorioso teatro al prestigio che merita.

Riteniamo infatti inconcepibile – proseguono – che il palco che ha visto come protagonisti della sua storia grandissimi attori come Turi Ferro, Ida Carrara, Mariella Lo Giudice e tanti altri sia stato negli ultimi anni abbandonato a una gestione che non si è certo contraddistinta per qualità e innovazione, e che ha spinto il pubblico catanese, da sempre appassionato al teatro, ad allontanarsi inesorabilmente verso altri palcoscenici.

Pur consapevoli del fatto che il declino del nostro Teatro sia iniziato in anni precedenti all’attuale amministrazione, siamo tuttavia convinti che serva, al più presto, un intervento deciso da parte del sindaco per restituire a Catania il Teatro Stabile, com’era prima; integro nella sua tradizione, forte nella sua eccellenza, finalmente moderno e aperto sul futuro, meritocratico e scevro da qualsiasi manifestazione di potere fine a sé stessa”.


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