Se hanno osato agire cosi contro le Forze Dell'Ordine, cosa sarebbero stati in grado di compiere nei confronti di gente indifesa, di donne, di bambini in una casa?

Se hanno osato agire cosi contro le Forze Dell'Ordine, cosa sarebbero stati in grado di compiere nei confronti di gente indifesa, di donne, di bambini in una casa?
Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano
Cosa deve spiegare, se proprio non può farne a meno, faccia pure. Pazienza chi non ha meglio da fare vada.
Lagalla dimettiti hai fallito, a Palermo non funziona niente mi dispiace che ti ho votato .
La solidarietà deve andare alla famiglia della vittima, che era disarmato, non ha minacciato nessuno e non meritava di essere ucciso.
A quando una costituzione di parte dei cittadini contro questa amministrazione incapace di gestire gravi situazioni ???????? (Rotoli, non se ne parla neanche più, ponte Corleone, strade e marciapiedi distrutti, mancanza assoluta di controlli, ecc)
Già, infatti, ci sarebbe da pensare! In ogni caso, questi “amministratori” lasceranno a chi verrà dopo una città che non funziona sotto ogni ambito!
Una storia comunque squallida e penosa di cui si saprà con chiarezza
A Palermo non si può camminare neanche a piedi ! E non si può neanche morire ! Vergognatevi !
Assessore non se la prenda, pensi che in Toscana ed Umbria il valore degli immobili cresce notevolmente se gli stessi si trovano in prossimità di antichi ruderi, anzi ci sono persone disposte a pagare tantissimo pur di acquistarli…..
Qualche giorno presento una denunzia contro il comune per “attentato alla circolazione “ . I marciapiedi sono IMPRATICABILI. Vergognatevi
Palermo ormai sembra Beirut nei “momenti migliori” !! Che vergogna, come l’hanno ridotta!
Anche i marciapiedi colabrodo sono una fakenews allo scopo di denigrarla?
Non deve succedere a nessuno. Indipendentemente dall’appartenenza politica.
Non deve succedere a nessuno. Indipendentemente dal colore politico.
ma quale reputazione,quella di avere distrutto la citta’assieme al sinnaco ollando
quindi dobbiamo credere a te????sign…..giusto catania???ormai ti conosciamo bene insieme all’amico orlando.
è un bravissimo assessore all’ immobilità…..
E’ un personaggio che ha fatto della ” politichese ” un mestiere non potendo avere altre possibilità ha preferito volare basso facendo peraltro danni alla comunità…. così come i tanti…
bella reputazione ha questo signore che con suo compare ollando ha massacrato la citta’
Il Sindaco, la Giunta e tutto il Consglio comunale di Palermo dovrebbero andare in un’aula di Tribunale accusati di avere distrutto una città.