Catania, oltre Amts c'è di più: la grana partecipate scuote la maggioranza - Live Sicilia

Catania, oltre Amts c’è di più: la grana partecipate scuote la maggioranza

Alle 13 riunione dei capigruppo

CATANIA – La prima resa dei conti è fissata per le 13 di oggi. Quando i capigruppo di maggioranza si riuniranno per capire per quanto tempo ancora devono volare gli stracci legati alla procedura sulle 39 assunzioni all’Amts di Catania, la società partecipata che si occupa dei trasporti e della sosta nel capoluogo etneo. Poi, discusso questo, si arriverà al punto: che ne sarà delle società partecipate del municipio? Quando sono destinati a cambiare i vertici?

Lo spoil system, del resto, funziona così: figure dirigenziali scelte sulla base della fiducia loro accordata da chi governa. I consigli di amministrazione delle partecipate comunali, quindi, sono una scontata terra di conquista che diventa ambitissima dopo ogni tornata elettorale. E che anzi viene spartita già quando si fanno gli accordi che precedono il voto. Dall’elezione del sindaco Enrico Trantino in poi, però, nulla è cambiato. E, nonostante le polemiche, i vertici delle partecipate restano lì senza pensare di cambiare.

E dire che con la giunta precedente, quella guidata da Salvo Pogliese, le partecipate erano state argomento di scontro. Le forze di centrodestra diverse da Fratelli d’Italia, e in particolare il Movimento per l’autonomia, avevano rimproverano all’allora primo cittadino (e oggi senatore) di avere occupato tutti gli spazi disponibili, dimenticando di dovere condividere con il resto della maggioranza presidenti e consiglieri di amministrazione. “Trantino sta facendo lo stesso“, si sussurra dalle parti del centrodestra non meloniano.

Sul tavolo del Consiglio comunale arriveranno presto alcuni dossier sulle municipalizzate che serviranno a rintuzzare uno dibattito destinato a esplodere in fretta. Ci sono da rinnovare i contratti di servizio di Amts e di Multiservizi ed è rimasta in sospeso, dalla precedente consiliatura, la procedura di fusione tra Sidra e Catania Rete Gas. Il senato cittadino aveva chiesto all’amministrazione precedente di chiedere un parere all’Arera e al ministero dello Sviluppo economico sulla fusione delle due partecipate, ma la richiesta pare non sia stata nemmeno inoltrata. E gli eletti non sembrano particolarmente intenzionati a votare favorevolemente una delibera di fusione su cui sono state avanzate numerose perplessità.

Se di partecipate si dovrà parlare, dicono i bisbigli di palazzo, allora si discuta dei cda: “Se devono tutti arrivare a scadenza, ad aprile o anche più avanti, il sindaco doveva dirlo prima”. In più, l’assessore al Bilancio Giuseppe Marletta avrebbe palesato l’intenzione di mettere tecnici di grande esperienza ai vertici delle società comunali. Da cui la domanda: perché, allora, lascia lì chi con la tecnica non ha niente a che fare? Vedi il caso di Giacomo Bellavia, presidente dell’Amts: è avvocato, sì, ma ex consigliere comunale. “Si intende questo quando si parla di tecnici?”.

Il clima è già teso e non è difficile aggiungere esempi. Viene tirata anche fuori la questione dell’incompatibilità di Fabio Fatuzzo, commissario del governo nazionale per la depurazione e, contemporaneamente, presidente della Sidra, che a Catania gestisce l’acqua. Come a dire: un po’ alla volta, soprattutto in politica, tutti i nodi sono destinati a venire al pettine.


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