Concorso Ars, si comincia a luglio | Non si farà la prova preselettiva

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Commenti

    Paradossi siciliani. Il presidente della commissione ha appena la maturità classica.

    sono sicuro che il ruolo di presidente di commissione in questo concorso all’ARS all’on. Miccichè, è sinonimo di garanzia per tutti i concorrenti.

    Mi sembra anche peggio il fatto che la stessa persona sia un politico in carica e presieda una commissione di concorso pubblico.

    Guarda caso i membri esterni sono di Catania.
    Un tempo si entrava all’A.R.S. a chiamata diretta, perché non continuare anche oggi.
    Si eviterebbero queste sceneggiate.
    Buona Giornata.

    Miccichè ha mai sentito parlare di diritto amministrativo?

    Magari toppa in generale e sopratutto sull’opportunità del caso…… però quando si parlerà della struttura giuridica degli Enti di ricerca saprà certamente cosa chiedere sull’Istituto Vite e Vino per esempio…
    Ma in tutto questo cosa pensa il vicario geometra di Caltanissetta?
    O per buona creanza tra diplomati non ci si scorna…….?

    A presiedere la commissione esaminatrice il presidente dell’Assemblea regionale siciliana
    Gianfranco Miccichè

    vergogna i politici nella commissione quando si tratta di scegliere tra i migliori, non tra
    le clientele

    Sì: è una cosa che si mangia!

    Gli scritti luglio e gli orali il 15 agosto.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Perchè i media pompano Vannacci? Cui prodest? Lo pompano sin dall'epoca del suo libro. Poi perchè lo chiamano generale se non è più generale? Poi che c'entra Vannacci con la Sicilia? Non ha alcun legame di nessun tipo. Infine, chi è che lo acclama? Solo ex leghisti ed ex fratelli di destra, solo destra-destra...un'area di nicchia che non sarà mai maggioritaria. Molti giornali hanno commesso lo stesso errore con Salvini e la Lega. Erano convinti che sarebbero diventati maggioritari in Sicilia. E invece non è avvenuto. Regioni rosse, Campania, Sicilia e Puglia non sono terre nè per Salvini e la Lega nè per Vannacci e Futuro Nazionale.

Sì, alla Camera il ministro Piantedosi non ha parlato soltanto di orari di pubblici esercizi e di 60 telecamere, ma non ha pronunciato una parola che, chissà per quale motivo, risulta ostica a un uomo di destra, pur se ministro dell'Interno. La parola è mafia. Parlare di sicurezza, sostenendo che “le iniziative intraprese a Palermo sono in linea con quanto stiamo facendo in tutto il Paese” qui da noi, con omicidi, mitragliate e incendi, non può bastare. Anche nelle uscite vannacciane a Catania e Palermo tra i cori di pensionati, militari e ragazzi non si è fatto cenno a una possibile lotta alla mafia. Non sarà Vannacci a risolvere il problema sicurezza.

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