Pd, è guerra sui numeri del congresso in Sicilia

Nel Pd Sicilia è guerra anche sui numeri del congresso regionale

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Commenti

    Ma davvero c’è certezza che i voti che risultano espressi degli iscritti (specialmente nei paesi medio/piccoli dove per fare numero è molto altra la percentuale di tessere fatte a mogli, figli e parenti vari) siano stati realmente espressi dai singoli militanti recatisi materialmente ai seggi? Una testa un voto, oppure un/una capofamiglia X voti tanti quante sono i tesserati nella parentela? E’ un’ipotesi che gli esponenti del fronte anti Barbagallo dovrebbero approfondire, in quanto non impossibile, dato che la quasi totalità dei seggi della provincia di Catania era composta esclusivamente da sostenitori del segretario regionale uscente (e “ritornante”), il che – sempre in via ipotetica – avrebbe potuto portare ad una gestione non perfetta delle operazioni di voto, stante l’assoluta assenza di controlli da parte… della controparte.

    Nel commento precedente: non “molto altra”, ma “molta alta” e non “tanti quante”, ma “tanti quanti”. Mi scuso per gli errori, grazie.

    Il vecchio che non molla è poi nei circoli cerchiamo I giovani. Certi personaggi che hanno ricoperto ruoli importanti nelle istituzioni ma non hanno lasciato traccia ancora a combattere per ruoli che dovrebbero essere ricoperti da nuove leve per aggregarne altre.

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È triste rilevare che un parlamentare non sappia che l'amministrazione dei bb.cc. siciliani è competenza esclusiva della Regione Siciliana e che esistono, in ossequio allo Statuto, apposite leggi regionali. Ogni occasione è buona per attaccare il governo nazionale per fare sensazione. Ma questo non basta. Bisogna sapere per affermare. Di questo passo il governo di CDX durerà in eterno

Il Presidente giusto? Cinque anni bastano Caro Direttore, La Vardera sogna un Presidente capace di osare. Benissimo, a condizione che il Presidente osi al fine di costruire un sistema valido e duraturo. Cinque anni devono bastare per realizzare il programma per il quale è stato eletto. Se serve un secondo mandato per completarlo, il rischio è che ottenere il secondo mandato diventi il vero obiettivo del primo. Il buon Presidente lasci leggi, regole e risultati capaci di produrre miglioramento sociale anche dopo di lui. Facciamo una cosa semplice: proviamone un altro. Nuove idee, nuove competenze, nuova energia. Ciò che funziona rimane, ciò che può essere migliorato si migliora. E forse, potremmo essere anche più fortunati.

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