Cuffaro: "Miccichè è stato contagiato dalla 'Lombardite acuta'"

Cuffaro: “Miccichè è stato contagiato dalla ‘Lombardite acuta’”

Cuffaro foto Ars
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Commenti

    Un lupo con il vello di montone

    Quando Miccichè parla c’è sempre un motivo..quindi vedremo con il tempo com’è sta storia..chi vuole comandare e chi vuole fare il bene della Sicilia e dell’intero sud..ci può fare solo piacere il Cuffaro con buoni propositi e al servizio dei siciliani per una classe giovane e al femminile..a sto punto vedremo constateremo anche questo Totò, ovviamente

    Cuffaro va bene la polemica con Miccichè. Ma che cosa ha a che fare con Cuffaro la giovane classe dirigente? Lui non ha i requisiti per favorire una nuova classe dirigente. È un paradosso che sia il segretario della DC È sconcertante.

    Ah, Totò, sai cosa dicono gli anticuffaro: che dopo la mossa di Miccichè di approdare alla lombardite acuta, Meloni e company (fdi alla regione) sta sostenendo, ha dato ordine di sostenere Cuffaro e company (come forza di centro) per contrastare proprio Miccichè e Lombardo..ovviamente..tutte fantasie..oggi diciamo
    Quindi se fosse vera sta teoria non so fino a quanto abbia sbagliato Miccichè nel fare un’analisi del momento..ovviamente vedremo com’è la vera storia

    Cuffaro sei un signore !

    Non mi pare che gli assessori regionali “vicini” a Cuffaro siano delle giovani promesse della politica…

    Bravo al segretario. Avanti con impegno costruttivo.

    Due galli in un pollaio non possono stare.
    Chissà quanto durerà questo accoppiamento Lombardo&Miccichè!

    Qualcuno spieghi a Cuffaro che i suffissi -ismo ed -esimo sono la stessa cosa, e non so cosa faccia venire più i brividi, se il Cuffarismo o il Cuffaresimo.
    Ma davvero questa regione non si può smarcare da questi personaggi che hanno tracciato le pagine peggiori della storia siciliana?
    L’ex presidente della Regione è convinto “che sia finito il periodo del ‘Cuffarismo’ e che personalmente stia vivendo, per scelta e con convinzione, il tempo del ‘Cuffaresimo’”.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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