Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.


A chi? Pensassero a governare bene prima di pensare al 2027 non è nemmeno sicuro che ci campano…fino ad allora.
Ma pensino a governare, se sono capaci. Fino ad ora non hanno concluso quasi nulla. La politica mostra di avere nel suo DNA la corsa e il solo pensiero alle poltrone e la spartizione del potere. Nei fatti si riduce quasi soltanto a questo se non avessero il problema continuo di conquistare il consenso degli elettori. Poi tutto dipende dal governo nazionale alla sua durata. Ci potrebbero essere brutte sorprese. Se crolla la Meloni crolla tutto. Questo modo di pensare al futuro e non al presente può rivelarsi fatale e bruciare per strada le loro ambizioni. Pensino a lavorare e risolvere i problemi dei siciliani dall’acqua, al lavoro per i giovani e soprattutto alla sanità. Fino ad ora non hanno fatto nulla di nulla. Solo ordinaria amministrazione. Il Presidente non mi sembra adeguato. Parla e non agisce. Non ha coraggio. Non ha avuto il coraggio di dire che l’autonomia differenzia sia un danno per la Sicilia e una minaccia per la sua autonomia. Pensi a renderla applicabile dopo quasi 80 anni. Siamo rimasti succubi e servì di Roma per incapacità e servilismo. Si dia una mossa. Non vedo la giusta attenzione ad attuare e a difendere la nostra autonomia.
Lagalla ???!!! Ah ah ah ah sh ma se è un disastro come sindaco….. salito con i voti del centro destra corre dietro gli uomini di Orlando …….ha una crisi d’identità politica.
Da elettore di centro destra, non lo voterei mai più.