Palermo, Franco Miceli: "Per candidarsi Lagalla si è consegnato a estrema destra" - LiveSicilia.it

Franco Miceli: “Per candidarsi Lagalla si è consegnato a estrema destra”

Commenti

    Miceli lei invece cosa è Putiniano o Kimiano o comunista italiano dal colore cangiante a seconda del vento?

    Meglio di stare con l’inutile Orlando.

    Lagalla non si è consegnato a nessuno. In ogni caso cmq Miceli da dove viene? Miceli, fai ridere e si capisce che sei alla frutta

    Meglio la Meloni ( ma poi chi sarebbero questi tanto decantati progressisti, quelli che hanno contribuito a ridurre Palermo allo stato attuale ? ), molto meglio!!

    Tu invece? All estrema sinistra? Ai comunisti con il rolex ?

    voi vi consegnereste anche al diavolo

    non vinceresti neanche se corressi da solo

    Lagalla era già in campo ancor prima dell’accordo col centro destra.
    Documentati Miceli invece di parlare a vanvera…se cominci così…cominci male e finirai peggio ! Sei un vuoto a perdere.

    Certo bisogna dire che tutti i candidati sono inguardabili . La Sicilia porta la bandiera del NULLA ed è la conferma che il politichese è la bandiera del paese… che rifiuta ogni tentativo di superare il NULLA.

    Non voto e non ho mai votato a destra. Conosco questo “architetto”, in particolare la sua arroganza e tracotanza, tanto da convincermi a votare Lagalla!!! Grazie PD!!

    Invece il sig. Miceli non si è unito con l’esterma sinistra di Catania……è inutile,il marchio di don Orlando non si può camuffare!!!!!!!

    In pratica scrive Miceli,ma si legge Orlando ed ho detto tutto. Del resto sembra che faccia gli stessi discorsi in fotocopia!

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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