Fratel Biagio, l'abbraccio tra Paul e Giuseppe Conte

Fratel Biagio, l’abbraccio tra Paul e Giuseppe Conte

Giuseppe Conte
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Commenti

    E Matteo? Quello dei rosari e dei presepi non ha trovato il modo per un estremo saluto a Fratel Biagio? Forse temeva l’abbraccio di Paul?
    Nessuno l’avrebbe obbligato.

    Indipendentemente dalle vostre opinioni politiche dovete però riconoscere che il nostro Giuseppe Conte è il politico italiano più sensibile e vicino alla gente che soffreche non a caso molti palermitani considerano una sorta di padre politico. Non riesco a trovarne altri e non perchè sostengo il M5S ma proprio perchè non ce ne sono in giro, neppure la premier Giorgia che fra tutti gli impegni internazionali e mondiali non ha trovato un minimo di tempo per venire a Palermo per rendere omaggio a Biagio Conte.

    Ho conosciuto e frequetato Fratel Biagio all’interno del suo contesto familiare insieme a suo padre, sua madre e le sue due sorelle Grazia ed Angela nel lontano 1987 prima della sua vita da missionario. È sempre stato un ragazzo generoso educato di compagnia e di buona famiglia. Il mio più grande rammarico è stato il fatto di nn averlo più incontrato sino a quando ho appreso della sua dipartita. Grande uomo Fratel Biagio pregherò x te ed il tuo nome che vivrà in eterno proprio x la tua generosità ed il tuo altruismo verso i più deboli e poveri…… BUON VIAGGIO FRATEL BIAGIO??

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speriamo che il contatto con i carabinieri eviti che questi bambini diventino dei fuorilegge !

Onorevole è ammirevole quello che sostiene quanto sia utopistico realizzare. La classe politica è molto lontana dal l'AS Sumer si questa responsabilità quanto sia inadeguata a realizzarlo. È una questione culturale e di mentalità dura a morire che presenta i requisiti dell'immortalità e dell'Eternità.

Caro Direttore, dalla lettura comparata dei cinque interventi emerge un paradosso: in Sicilia le competenze esistono, ma spesso vanno via perché non trovano una domanda adeguata, mentre restano insoddisfatti bisogni che proprio quelle competenze potrebbero contribuire a risolvere. L’intervento di Valentina Chinnici aggiunge un passaggio importante: le competenze non vanno soltanto utilizzate, vanno prima costruite, cominciando dall’educazione e dalle opportunità offerte fin dall’infanzia. E una piccola provocazione. Chinnici ricorda che all’ARS le donne sono 15 su 70. Con una donna su cinque intervistati, LiveSicilia ha quasi riprodotto la stessa proporzione. Una coincidenza, naturalmente, ma anche uno spunto: se vogliamo evitare il nostro eterno Gattopardismo, le pari opportunità non possono essere soltanto dichiarate, devono diventare visibili nei numeri. Il segnale da cercare è 1/1: non una parità imposta degli esiti, ma pari possibilità di formarsi, lavorare, partecipare e assumere responsabilità. Una Sicilia che lascia inutilizzata una parte del proprio capitale umano e contemporaneamente lamenta la fuga delle competenze è doppiamente inefficiente. Il punto di leva, a mio avviso, resta il lavoro qualificato. Non come fine ultimo, ma come strumento per trasformare competenze in risposte ai bisogni della società. Il circuito potrebbe essere semplice: educazione → competenze → bisogni → lavoro qualificato → risultati per i cittadini → maggiore attrattività.mGli esempi sono davanti a noi. In sanità, non si tratta necessariamente di moltiplicare i centri CAR-T, ma di garantire l’accesso a queste terapie avanzate: per farlo servono centri adeguati e professionalità altamente specializzate che lavorino insieme. È il bisogno del paziente a creare domanda di competenze. Nell’energia, sole e vento possono creare domanda di ingegneri, tecnici e ricercatori. Nel turismo, destagionalizzare significa creare servizi e professionalità più qualificate e stabili. Nella PA, migliorare tempi e qualità delle risposte richiede competenze adeguate e responsabilità misurabili. Forse, allora, non dobbiamo chiederci come trattenere i giovani, ma come trasformare i bisogni e le risorse della Sicilia in domanda per le loro competenze. Se troveranno qui opportunità adeguate, potranno scegliere di restare. O di tornare.

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