Gli errori di Cuffaro e Galvagno

Galvagno, Cuffaro, gli errori: quando è necessario l’onere della prova

Totò Cuffaro e Gaetano Galvagno
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Commenti

    Non è facile criticare questi due personaggi . Di solito i potenti tutti li temiamo ed inevitabilmente ci rifuggiamo nella ipocrisia. Non osiamo dire quello che pensiamo. Li critichiamo solo alle spalle. Ma sono entrambi inquietanti e questo è un dato obiettivo. Si giustificano e questo è indice di riconoscere di avere sbagliato. Ci sono tanti Siciliani onesti capaci è competenti. È una classe o casta politica molto discussa per ovvi motivi. Occorre dare spazio a chi merita di stare nelle istituzioni.

    Ma di qual onere parliamo? Il fatto è ampiamente provato da duemila testimoni: la famiglia Cuffaro ha organizzato una gran festa proprio il 19 luglio. Dunque rimangono solo le intenzioni, cioè il perché di quella festa nel giorno anniversario della strage di via D’Amelio. Francamente non si può chiedere ad alcuno di provare le intenzioni di chicchessia. Allora, tutto si riduce ad un dilemma cornuto, tra le parole del capofamiglia Cuffaro che per un vuoto di memoria parla di “un peccato di superficialità” e le parole di un altro siciliano vissuto un po’ di tempo fa, Nino Martoglio, che così ai suoi tempi argomentava: “C’è l’omu dintra l’omu, e spissu è un gran gianfuttiri cui pari un galantomu”. È sempre da preferire il peccato veniale, che dopo l’atto di dolore, un’ave e un pater chiudono la questione.

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“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

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