Gli errori di Cuffaro e Galvagno

Galvagno, Cuffaro, gli errori: quando è necessario l’onere della prova

Totò Cuffaro e Gaetano Galvagno
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Commenti

    Non è facile criticare questi due personaggi . Di solito i potenti tutti li temiamo ed inevitabilmente ci rifuggiamo nella ipocrisia. Non osiamo dire quello che pensiamo. Li critichiamo solo alle spalle. Ma sono entrambi inquietanti e questo è un dato obiettivo. Si giustificano e questo è indice di riconoscere di avere sbagliato. Ci sono tanti Siciliani onesti capaci è competenti. È una classe o casta politica molto discussa per ovvi motivi. Occorre dare spazio a chi merita di stare nelle istituzioni.

    Ma di qual onere parliamo? Il fatto è ampiamente provato da duemila testimoni: la famiglia Cuffaro ha organizzato una gran festa proprio il 19 luglio. Dunque rimangono solo le intenzioni, cioè il perché di quella festa nel giorno anniversario della strage di via D’Amelio. Francamente non si può chiedere ad alcuno di provare le intenzioni di chicchessia. Allora, tutto si riduce ad un dilemma cornuto, tra le parole del capofamiglia Cuffaro che per un vuoto di memoria parla di “un peccato di superficialità” e le parole di un altro siciliano vissuto un po’ di tempo fa, Nino Martoglio, che così ai suoi tempi argomentava: “C’è l’omu dintra l’omu, e spissu è un gran gianfuttiri cui pari un galantomu”. È sempre da preferire il peccato veniale, che dopo l’atto di dolore, un’ave e un pater chiudono la questione.

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Una sola domanda: Ma lo Stato dov'è? Centinaia di persone abbandonate a se stesse, vittima dello sciacallaggio e della speculazione di tassisti , della disorganizzazione generale,,,,,, e cosa fanno le istituzioni, a parte le esternazioni farneticanti del Ministro dei Trasporti Salvini e di La Russa? Latitano. Sono in vacanza. Fanno finta di niente. "Tanto al vulcano non si comanda"..... ma si può intervenire per porre fine al disagio delle persone che ormai hanno visto andare in fumo (e cenere) le loro vacanze. Stiamo assistendo ad una situazione vergognosa. E se il Ministro dei Trasporti avesse un minimo di dignità politica, dovrebbe solo dimettersi.

Condividendo pienamente i contenuti esposti mi chiedo e chiedo, : ma i rappresentanti da noi eletti al Parlamento Siciliano agiscono e parlano a titolo personale o sulle basi delle proposte dei cittadini che li hanno votati?? Se io , da professionista , devo fare una proposta ai miei dirigenti , devo relazionare il motivo della proposta, che andrà discussa e sostenuta o meno. I nostri parlamentari quando mai si sono peritati di informare i propri elettori sull'andamento degli iter da loro promossi, magari riferendo nei comitati elettorali da loro messi in piedi ad ogni elezione politica. In quelle sedi potrebbero ricevere proposte dal basso , magari più utili , perché basati sul confronto con il territorio piuttosto dei soliloqui televisivi e i pronunciamenti altisonanti provenienti da se stessi

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