PALERMO – “La sparizione dell’agenda rossa del dottor Borsellino subito dopo la strage, su cui questo ufficio ha in corso un autonomo filone di indagini, appare del tutto coerente con la ricostruzione sin ora fatta: dopo l’eliminazione del dottor Borsellino dovevano essere disperse anche le considerazioni che lo stesso poteva aver annotato che avrebbero costituito un documento di importanza fondamentale”. Lo scrive la procura di Caltanissetta nella richiesta di archiviazione di uno dei procedimenti aperti, a carico di ignoti, sull’eccidio che costò la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta.
I giorni di Paolo Borsellino dopo Capaci
La Procura fa riferimento “alle drammatiche rivelazioni che Paolo Borsellino si era ripromesso di rendere ai magistrati di Caltanissetta”. “Appare probabile – scrivono i magistrati nisseni – che avrebbe riferito dell’isolamento del dottore Falcone nella Procura retta dal Giammanco, nonché dell’interesse apertamente manifestato da quest’ultimo per il filone mafia e appalti, mettendolo in correlazione con l’evento stragista di Capaci”.
“L’agenda rossa non interessava a Cosa nostra”
“D’altro canto, è certo che la sparizione dell’agenda non rispondeva ad alcun interesse diretto di Cosa nostra – continuano i pm nisseni – quanto piuttosto di ambienti, che con la stessa erano in contatto, a tenere celato quanto il dottore Borsellino aveva scoperto sul punto e, verosimilmente, annotato nell’agenda”.
Quest’ultima considerazione “non è smentita ma, anzi, trova conferma nella recentissima sentenza della Corte d’Appello di Caltanissetta nel processo a carico di BO’ Mario + altri 201 (processo depistaggio), che pure ha dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati agli imputati ritenendo l’insussistenza dall’aggravante di cui all’art 416 bis 1 c.p.. responsabilità di soggetti esterni in qualsiasi modo coinvolti nella strage”.
Il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca oggi è stato ascoltato nuovamente in commissione Antimafia, parlando ampiamente del dossier ‘mafia e appalti’. Quell’indagine, secondo De Luca, è una delle cause della strage di via D’Amelio.

