Il cordoglio per Terracina| Orlando: "Era nostro concittadino"

Il cordoglio per Terracina| Orlando: “Era nostro concittadino”

Commenti

    la scomparsa di queste persone che con la loro vita testimoniano gli orrori di regimi potatori di morte e distruzione obbliga la scuola, l’Universita’ le Istituzioni democratiche la Chiesa, tutti noi, ad un impegno piu’ serrato, piu’ intesno affinche’ si creino i presupposti etici, morali, valoriali per opporsi, mantenere alta la guardia e gridare con sempre piu’ forza MAI PIU’ MORTE, ANNIENTAMENTO DELL’UOMO, DITTATURE.

    chi vuole “l’uomo forte” lo vuole solo perchè non l’ha mai subito

    E’ dovere morale degli adulti far conoscere ai giovani il sacrificio dei nostri ascendenti, che hanno subito orribili violenze e sono morti per difendere la libertà e i diritti umani.

    e figuriamoci se sinnaco ollando non doveva sfruttare un’altra occasione per farsi vedere,ma pensare alla citta’no?

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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