Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


io mi pongo una domanda , ma nei paesi islamici loro avrebbero fatto lo stesso ?!! io penso di no. quindi perche’ dobbiamo farlo noi?!!
Le nostre scuole chiudono per il carnevale o per far fare il ponte al personale. Una chiusura per il ramadan, se la percentuale di bimbi che provengono da famiglie islamiche, mi sembrerebbe del tutto normale e al passo con in tempi in cui viviamo. La nuova normalità è la multiculturalità. Inutile e dannoso continuare a non accettarlo.