Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


c’è da avanzare un’ipotesi: ai colleghi Parlamentari del sig. Lavarderia non sarà sembrato vero di avere l’occasione di poterlo tacitare con un “regalo”, aderendo ad una sua proposta di finanziamento. Quindi non sono entrati neppure nel merito. Quantunque si trattasse di un regalo costoso, un milione, in rapporto alle tante mancette di qualche decina di migliaia di euro normalmente chiesti per parenti, amici e compaesani, hanno pensato bene “ma si, diamolo questo milione e se servirà per vivere in pace per qualche mese sarà ben speso !”. I metodi del parlamentare Lavanderia sono sovente discutibili e spesso sconfinano nella petulanza e nella mancanza di senso dell’Istituzione, in questo caso c’è invece da prendere atto di una iniziativa geniale, di cui tutti quelli che hanno votato il provvedimento “trappola” dovrebbero fortemente vergognarsi e c’è sempre più da chiedersi con senso di sconforto e sgomento: Ma in che mani siamo !