La gestione del tesoro di Cosa nostra: Cesarotti condannato a 15 anni - Live Sicilia

La gestione del tesoro di Cosa nostra: Cesarotti condannato a 15 anni

Si chiude il processo abbreviato: cinque gli imputati condannati.
INCHIESTA SAMAEL
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CATANIA – La pena più pesante è stata inflitta a Giuseppe Cesarotti. L’uomo d’onore di Cosa nostra è stato condannato a 15 anni e 4 mesi dal gup Anna Maria Cristaldi. Si è chiuso il troncone abbreviato del processo denominato Samael, frutto dell’inchiesta del Ros che ha documentato la “filiera” degli investimenti illeciti della famiglia Santapaola-Ercolano. Fondi neri raccolti dai vertici del clan negli anni 70, 80 e 90 e che sarebbero stati ripuliti attraverso passaggi di denaro e intestazioni fittizie.  Il gup ha comminato una pena di 8 anni nei confronti degli imputati Armando Pulvirenti e Antonio Francesco Geremia. Orazio Di Grazia, invece, è stato condannato a 5 anni di reclusione, Cateno Russo infine a 4 anni. 

Le intercettazioni sono i pilastri dell’indagine che ha permesso di circoscrivere le operazioni finanziarie e sospette che Cesarotti (classe 44) insieme a Giuseppe ‘Enzo’ Mangion (che sta affrontando il processo ordinario) avrebbe messo in campo grazie a colletti bianchi e faccendieri a libro paga del clan. Una fetta del “tesoretto” del padrino Nitto Santapaola e del mandante dell’assassinio del giornalista Pippo Fava Aldo Ercolano sarebbe stata gestita da Cesarotti e Mangion (figlio del consigliere di Cosa nostra ormai scomparso Francesco, ciuzzu u firraru). Cesarotti che è accusato insieme a Pulvirenti di associazione mafiosa ed estorsione aggravata, è finito sotto processo anche per episodi di trasferimento fraudolenti di valori. Di Grazia e Russo sono stati condannati (reato riqualificato) per tentata estorsione aggravata, Geremia invece per concorso esterno.

Il collegio difensivo composto dagli avvocati Lucia Spicuzza, Tommaso Rafaraci, Michele Pansera, Salvatore Sorbello, Salvo Pace, Enzo Merlino e Salvatore Pappalardo – dopo aver letto le motivazioni del gup – valuteranno il ricorso in appello. 


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