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Più risposte dalla politica.
Una fotografia perfetta dello stato delle cose , chi ne ha voglia e forze scappi via da Palermo perché la città è marcia come tutta la Sicilia ma Palermo di questo marciume ne è la massima espressione
I siciliani dovrebbero svegliarsi e buttare fuori la vecchia politica. Non si può continuare così con uno Schifani che è vittima della sua coalizione e si vede come va la nostra regione.
Davvero belle parole ma che sanno molto di captatio benevolentiae verso chi dovrebbe spinare la sua ascesa.
Ma quale rigenerazione questi giovani sono figli di politici Brontosauri che da decenni fanno politica nella nostra città e regione. Dove sta il rinnovamento è una prosecuzione della vecchia politica.


VORREI CHIEDERE AL PRESIDENTE MUSSOMECI COSA PENSA DELL’ISOLA DI PANTELLERIA SENZA IL PUNTO NASCITE E SE PANTELLERIA FA PARTE DELLA SICILIA GRAZIE FILIPPO CONSOLO
Il Terremoto di Messina del 1908 ha, sicuramente, la più longeva baraccopoli del mondo: a testimonianza che niente al mondo è più corrotta della classe politica italiana di ogni epoca. Eppure lo Stivale, dal 1945 in poi, ospita la più numerosa colonia di radical chic dell’universo: con l’occhio sempre rivolto, così dicono, verso i poveri di questo Pianeta e dell’intera galattica.
Ma è forse per questo che ancora i messinesi, e in special modo gli abitanti di quella baraccopoli, devono portare pazienza: prima c’è da sistemare e aiutare i fratelli che vengono dall’Europa orientale, quelli che scappano dall’Africa, quelli che fuggono dal Sud e Sudest asiatico e, più in generale, dalle parti dell’’India, nonché tutti gli sfortunati fratelli che sono costretti a lasciare i posti nativi dell’America del sud. E chi più ne ha più ne metta.
Per intanto Marta Maria Carla Cartabia, presidente della Corte costituzionale, ribadisce forte e chiaro che la “Costituzione è bussola per navigare nel mare aperto delle crisi – e – non contempla diritto speciale per tempi eccezionali”.
E’ arrivato il momento, allora, di tirare fuori la bussola dal cassetto della costituzione, per ristabilire la rotta della legalità a questa nave di filibustieri. Nessun governo, né monarchico né repubblicano, ha mai cianciato così tanto. Con il risultano che le parole sono l’unica cosa che sia riuscito a produrre. Eppure Conte è orgoglioso di questa abnormità che ha tagliato ogni speranza di ripresa. E adesso anche la Chiesa va in pallone!
E i 450 cosiddetti esperti? Continuano a giocare con le parole, con la stessa perizia di chi tiene banco nel gioco delle tre carte: che la Corte di Cassazione, nel dicembre scorso, ha sancito tuttavia ancora una volta non essere un reato. Anche se, è sempre la Corte di Cassazione a scriverlo, “La sottrazione della cosa mobile altrui – cioè del denaro – costituisce presupposto di altra fattispecie criminosa rispetto alla truffa”. Insomma, c’è sempre la speranza (non è forse la speme l’ultima a morire?) che tutto a quest’esercito di venditori di vento, insieme a questo governo e al loro capo in tesa Conte, prima o poi il popolo italiano chiederà di pagare il salatissimo conto.