"La quarantena in baraccopoli |Convivenza col virus e l'amianto"

“La quarantena in baraccopoli |Convivenza col virus e l’amianto”

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    VORREI CHIEDERE AL PRESIDENTE MUSSOMECI COSA PENSA DELL’ISOLA DI PANTELLERIA SENZA IL PUNTO NASCITE E SE PANTELLERIA FA PARTE DELLA SICILIA GRAZIE FILIPPO CONSOLO

    Il Terremoto di Messina del 1908 ha, sicuramente, la più longeva baraccopoli del mondo: a testimonianza che niente al mondo è più corrotta della classe politica italiana di ogni epoca. Eppure lo Stivale, dal 1945 in poi, ospita la più numerosa colonia di radical chic dell’universo: con l’occhio sempre rivolto, così dicono, verso i poveri di questo Pianeta e dell’intera galattica.
    Ma è forse per questo che ancora i messinesi, e in special modo gli abitanti di quella baraccopoli, devono portare pazienza: prima c’è da sistemare e aiutare i fratelli che vengono dall’Europa orientale, quelli che scappano dall’Africa, quelli che fuggono dal Sud e Sudest asiatico e, più in generale, dalle parti dell’’India, nonché tutti gli sfortunati fratelli che sono costretti a lasciare i posti nativi dell’America del sud. E chi più ne ha più ne metta.

    Per intanto Marta Maria Carla Cartabia, presidente della Corte costituzionale, ribadisce forte e chiaro che la “Costituzione è bussola per navigare nel mare aperto delle crisi – e – non contempla diritto speciale per tempi eccezionali”.
    E’ arrivato il momento, allora, di tirare fuori la bussola dal cassetto della costituzione, per ristabilire la rotta della legalità a questa nave di filibustieri. Nessun governo, né monarchico né repubblicano, ha mai cianciato così tanto. Con il risultano che le parole sono l’unica cosa che sia riuscito a produrre. Eppure Conte è orgoglioso di questa abnormità che ha tagliato ogni speranza di ripresa. E adesso anche la Chiesa va in pallone!
    E i 450 cosiddetti esperti? Continuano a giocare con le parole, con la stessa perizia di chi tiene banco nel gioco delle tre carte: che la Corte di Cassazione, nel dicembre scorso, ha sancito tuttavia ancora una volta non essere un reato. Anche se, è sempre la Corte di Cassazione a scriverlo, “La sottrazione della cosa mobile altrui – cioè del denaro – costituisce presupposto di altra fattispecie criminosa rispetto alla truffa”. Insomma, c’è sempre la speranza (non è forse la speme l’ultima a morire?) che tutto a quest’esercito di venditori di vento, insieme a questo governo e al loro capo in tesa Conte, prima o poi il popolo italiano chiederà di pagare il salatissimo conto.

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Una fotografia perfetta dello stato delle cose , chi ne ha voglia e forze scappi via da Palermo perché la città è marcia come tutta la Sicilia ma Palermo di questo marciume ne è la massima espressione

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