PALERMO – Una delle ultime operazioni risale a pochi mesi fa. Trasferire più di 12 chili di oro custodito in una banca in Lussemburgo. Luca Tamburello ne parlava con “Ludovico”, un bancario del Principato di Monaco. La destinazione del metallo prezioso era il caveau di un istituto svizzero.
L’oro e i contanti erano in perenne movimento. Messi al sicuro nei paradisi fiscali come le Isole Cayman o investiti in vile di lusso. Sembra una storia da film. Sembra, appunto, perché il vorticoso giro di denaro è reale.
Luca Tamburello è finito in carcere assieme al padre Giacomo e alla madre, Maria Antonietta Bruno. Una parte del loro patrimonio sarebbe servito per finanziare Matteo Messina Denaro.
I dodici chili di oro, per un valore che si aggira attorno ai due milioni di euro, erano nella disponibilità della società “Cinzano Ltd” aperta alle Cayman, ritenuta la più recente cassaforte di buona parte della ricchezza accumulata nel tempo dalla famiglia Tamburello. Il padre si è guadagnato sul campo, e nei processi, il titolo di narcos.
I lingotti erano depositati nella Bemo Europe Banque Privée del Lussemeburgo. Non era la prima operazione del genere. “Noi non lo sposteremo mai come tua madre pensa di aver fatto in passato fra Svizzera e Lussemburgo perché… non ho mai visto nulla del genere in vita mia, nella mia carriera…”, diceva Ludovico.
“Francamente, è stata una gran sorpresa quando mi ha detto di avere spostato l’oro fisicamente, specialmente i 12 chili. È qualcosa che si vede nei film ma nella vita reale”, aggiungeva.
Ludovico aveva una proposta alternativa: “… cosa facciamo solitamente noi con l’oro fisico, ci organizziamo con altri stati in Svizzera… noi affittiamo una cassaforte all’interno della cassaforte… l’altra cosa che possiamo fare è venderlo tramite. È il momento migliore per passare dall’oro fisico a qualcos’altro”.
Vorremmo spostarci a Dubai, non lo so…”, spiegava Luca Tamburello anticipando una mossa che ha messo in preallarme gli investigatori italiani. Bisognava parlarne anche con la madre, ed ex moglie di Giacomo Tamburello, che dal 13 gennaio scorso aveva trasferito la residenza all’hotel Fairmont di Montecarlo.
Fu proprio la donna a decidere di vendere i dodici lingotti da un chilo ciascuno e monetizzare un controvalore complessivo stimabile in 2.350.000 euro. Anche questa operazione è stata bloccata dai finanzieri con il sequestro chiesto e ottenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
L’idea di fare le valigie e trasferirsi a Dubai emerge con chiarezza in un dialogo dello scorso febbraio, nel corso del quale padre e figlio elencavano le motivazioni. Va bene che è “tutto facile per il business e per aprire strutture” e che “le tasse sono inesistenti”. Ciò che contava di più, spiegava Giacomo Tamburello, è che a Dubai “non c’è l’estradizione”.

