Messina, memoria e futuro: storie ritrovate dell'ospedale psichiatrico - Live Sicilia

Messina, memoria e futuro: storie ritrovate dell’ospedale psichiatrico

Il lavoro di studio e documentazione sui pazienti del Mandalari
IL PROGETTO
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“Questo è un lavoro molto importante svolto da Matteo Allone, un bravissimo professionista della nostra azienda sanitaria provinciale di Messina, che si è impegnato in una ricerca accurata, durato ben 7 anni, effettuando insieme ad altri un compito certosino di analisi e catalogazione dei documenti e delle cartelle cliniche di centinaia di pazienti psichiatrici che negli ultimi 110 anni, dal 1888 al 1998 sono stati curati in questo ex manicomio”. A dirlo il commissario straordinario dell’Asp di Messina Bernardo Alagna presentando il progetto ‘Carte da legare’, in un incontro su “la Memoria e il futuro, Storie ritrovate dell’ospedale psichiatrico Lorenzo Mandalari” all’interno del Centro Camelot nella cittadella sanitaria Mandalari di Messina. “Da questi carte – prosegue Alagna – emergono le vite di tante persone che sono transitate in questi anni in questo ospedale psichiatrico Mandalari che, che poi è diventato il centro Camelot. con funzioni e terapie diverse. In questo luogo queste persone ovviamente negli anni hanno ricevute cure che al giorno d’oggi possono apparire obsolete e in alcuni casi criticabili, ma dobbiamo considerare che parliamo di oltre cento anni fa. Questa è la giornata della memoria, ho conosciuto quest’ambiente circa 40 anni fa all’inizio della mia carriera di medico, ed eravamo agli albori del cambiamento tumultuoso e importante che poi è avvenuto nella psichiatria italiana, modificando anche la storia di queste strutture.

Le testimonianze

Dalla lettura di queste carte emergono molte notizie interessanti e anche testimonianze storiche sulla condizione sociale e culturale, oltre che sanitaria, nell’arco di 110 anni, delle persone che vivevano in questi reparti. Ad esempio raccontano le infermiere che c’era un ala dedicata ai bambini dove non tutti questi ragazzini necessitavano magari al momento di essere internati per problemi psichiatrici, ma c’era anche in quell’epoca una componente socio economica dovuta al post terremoto, e molte famiglie avevano la necessità lasciare qui questi ragazzi perché non avevano i mezzi per accudirli e per il loro sostentamento, e in questo modo garantivano loro la loro sopravvivenza. Sarebbe interessante realizzare un’opera che renda fruibile questo il lavoro di Allone in modo che possa essere letto da tutti e rendere ‘vive’ queste testimonianze storiche sulle vite di queste persone e comprendere anche l’evoluzione che la psichiatria ha avuto in Italia. Una lettura che può essere utile non solo per gli addetti ai lavori e a gli storici ma a tutti i cittadini per analizzare la dimensione umana di quegli anni anni a Messina. Faccio i complimenti al Camelot e ad Allone per quanto fatto in questi trent’anni e spero ill centro possa essere potenziato. “Quello che viene fuori leggendo i documento – spiega Matteo Allone direttore del Centro Camelot – è la trasformazione, della psichiatria e del mio stesso lavoro in questi anni. Oggi posso fare la mia attività in una realtà totalmente diversa dove grazie all’aiuto di operatori infermieri, ausiliari, collaboratori dei servizi sociali, facciamo un lavoro meraviglioso e anche utile che ci hanno permesso tra l’altro di recuperare queste carte ma di realizzare anche una web radio e altre attività interessanti”. Carte da legare è un progetto nazionale della Direzione generale archivi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nato per proporre una visione organica di tutela del patrimonio archivistico di queste istituzioni.Sono stati finora promossi e finanziati numerosi interventi, relativi sia al recupero e all’ordinamento dell’archivio amministrativo e sanitario, sia alla schedatura analitica delle cartelle cliniche. Essi sono stati realizzati anche grazie all’impegno delle Soprintendenze archivistiche e di numerosi archivisti libero professionisti, singoli o associati. Alle Soprintendenze si deve anche la rilevazione e il costante aggiornamento dei dati necessari per l’elaborazione del censimento generale degli archivi degli ex ospedali psichiatrici italiani.


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