Palermo, primo giorno da assessore per Mimma Calabrò

Palermo, primo giorno da assessore per Mimma Calabrò

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    Mentre il sindaco lagalla mette tributi a tutto spiano ai palermitani lo stesso sindaco lagalla sforna poltrone di comodo per non.perdere il trono

    Un ennesimo assessore che entra in un governo che certamente fino ad oggi non ha fatto altro che aumentare le spese inutili ed aumentare le tasse vedi TARI costo del mc di acqua per coprire le incapacità di chi amministra AMAP facendo pagare a noi poveri cittadini palermitani che pagano tutto, anche gli investimenti inaudito, la spesa invece andrebbe coperta con gli stanziamenti del Comune. Una Giunta quella di Lagalla in cui non vedo eccellenze di amministratori. La soluzione è quella di allantonare la politica sensibile alle poltrone dall’amministrazione della ns martoriata città.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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