Processo al pianista "assassino" |Arena si professa innocente - Live Sicilia

Processo al pianista “assassino” |Arena si professa innocente

Ecco cosa sta accadendo in tribunale.

ATROCE DELITTO
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CATANIA – È nel corso della prossima udienza, fissata per giugno, che prenderà il via il dibattimento nel processo sull’omicidio del paternese, Natale Pedalino. La Corte d’Assise ha respinto le eccezioni sollevate dalla difesa presieduta da Salvo Caruso, legale del professore di musica Giulio Arena, 58 anni, unico imputato dell’efferato delitto avvenuto il 19 dicembre del 2015. Le eccezioni riguardavano alcuni accertamenti relativamente a dei tabulati telefonici e la richiesta di completa visione dei corpi di reato sequestrati nel corso delle indagini. L’avvocato del presunto assassino assieme al legale che assiste le parti civili ha inoltre richiesto la trascrizione delle tre intercettazioni ambientali e telefoniche contenute nel fascicolo del Pubblico ministero, Fabrizio Aliotta.

LA PRESUNTA GELOSIA DI ARENA – Presenti in aula oltre ai familiari della vittima – tre figlie, la seconda compagna e la sorella di Pedalino- c’erano anche i familiari del professore, la moglie di Arena e il padre, ormai anziano. Quest’ultimo sarebbe stato particolarmente legato alla vittima che conosceva sin da quando era ancora un ragazzo. Pedalino lavorava ormai da diversi anni a Belpasso nelle campagne del padre dell’imputato. Secondo quanto emerso nelle escussioni delle indagini, nel tempo tra i due si sarebbe instaurato un rapporto di affetto e fiducia. Un rapporto ‘filiale’ che il presunto assassino non avrebbe sempre gradito. La lite intercorsa tra Arena e Pedalino per la partita di olio, i cinque litri che il padre dell’imputato avrebbe voluto regalare alla vittima, riguardava proprio le olive che il giardiniere aveva raccolto nelle campagne del padre del professore di musica. Tale litigio fu in un primo momento ipotizzato dagli inquirenti come movente del delitto. Ipotesi successivamente scartata perché ritenuta troppo banale. Il movente rimane, così come l’arma del delitto, ancora sconosciuto.

Il presunto assassino, detenuto nel carcere di Piazza Lanza, accusato di aver massacrato Pedalino con oltre trenta coltellate non ha mai smesso di professarsi innocente.

Ma c’è un’altra vicenda – non correlata all’omicidio di Pedalino – che riguarda la vita del bracciante agricolo. Vittima di una sorte altrettanto crudele fu anche la prima compagna di Pedalino, la donna dalla quale aveva avuto tre figlie ormai adulte. Nel 2011 la donna fu anche lei assassinata da un’omicida di sesso femminile, che oggi sconta la sua pena nel carcere di Novara. Un dramma che ha sconvolto la vita delle tre figlie che, qualche anno dopo, si sono ritrovate a vivere nuovamente la stessa tragedia. Un destino ingiusto che appare quasi inverosimile. Quello che rimane nel cuore dei familiari delle due vittime è solo un vuoto incolmabile.


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