PALERMO – Protesta dei camici bianchi in piazza Verdi, a Palermo, per lo sciopero nazionale delle farmacie private. Un partecipato sit-in promosso da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia ha animato la piazza del teatro Massimo, richiamando tanti professionisti mobilitati per denunciare l’incertezza sul proprio futuro.
La vertenza: un contratto fermo dal 2024
Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), scaduto il 31 agosto 2024. Nonostante l’importanza strategica riconosciuta alle farmacie come primo presidio sanitario sul territorio, i sindacati denunciano uno stallo nelle trattative che penalizza migliaia di lavoratori in tutta l’Isola.
“Siamo qui per rivendicare un adeguamento salariale dignitoso e condizioni di lavoro che tengano conto delle nuove mansioni introdotte negli ultimi anni”, hanno spiegato i rappresentanti sindacali durante il presidio. Il riferimento è alla cosiddetta “farmacia dei servizi”, che ha trasformato le rivendite in centri di diagnostica e prevenzione, aumentando sensibilmente il carico di responsabilità e competenze richieste al personale.
Professionisti in piazza: “Siamo un presidio, non solo venditori”
Tra i manifestanti presenti davanti al Massimo, il coro è unanime: il ruolo del farmacista dipendente è cambiato radicalmente, ma il riconoscimento economico non è andato di pari passo. “Siamo stati in prima linea durante tutte le emergenze e continuiamo a esserlo ogni giorno per i cittadini, garantendo prestazioni che vanno ben oltre la semplice dispensazione dei farmaci”, raccontano alcuni lavoratori in piazza. Le sigle sindacali hanno ribadito la necessità di un accordo che valorizzi la professionalità di medici e collaboratori, chiedendo alle associazioni datoriali (Federfarma) di riaprire un tavolo di confronto serio e costruttivo.

Disagi e servizi minimi garantiti
Lo sciopero ha causato inevitabili disagi agli utenti, sebbene siano stati garantiti i servizi minimi previsti dalla legge attraverso l’apertura delle farmacie di turno. La mobilitazione di Palermo si inserisce in una cornice nazionale che vede il settore in agitazione per ottenere non solo aumenti in busta paga, ma anche tutele normative e un welfare contrattuale più solido.
“Continueremo la mobilitazione”
Il sit-in si è concluso con l’impegno dei sindacati a proseguire la lotta qualora non arrivassero segnali concreti dalle controparti nazionali. “Quella di oggi è solo una tappa — concludono i delegati — se il contratto resterà ancora nel cassetto, la mobilitazione continuerà con nuove forme di protesta a tutela di una categoria che non può più aspettare”.
