Quei palermitani contenti | se il Palermo va in C

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Commenti

    E poi magari ci sono quelli che, pur amando il ghiaccioloallarancio, il sucalibero e le stigghiuole, ritengono che l’unico modo per liberarsi di Zamparini sia quello di ripartire da zero. E, quindi, ci sono quelli che ‘Forza Procura’.

    Il calcio rappresenta l’ultimo dei problemi italiani e dei palermitani anche una serie c non costituisce un danno

    CHIRURGICO COME SEMPRE.CI SONO COMUNQUE ANCHE DISPIACIUTI COME ME PER LA SORTE DEL PALERMO,COME ME CHE TIFO CON TUTTA LA PASSIONE POSSIBILE PER IL CATANIA,MA CHE NON SI RASSEGNANO ALL’IDEA CHE TUTTO DEBBA ANDARE IN MALORA NELLA AMATISSIMA NOSTRA ISOLA.

    Io dico che ci sono dei palermitani che non vedono l’ora proprio di fallire per ricominciare da zero e levarsi zamparini dai coglioni, perchè sono stufi.

    E poi ci sono quelli che pensano che, forse forse, la sentenza della Federazione nasconde un altro bersaglio, che sia di tipo politica, per punire certi atteggiamenti padroneschi di qualcuno? Chi lo sa! A pensare male si commette peccato, ma spesso ci si indovina!
    A parte il fatto che, dire che un’intera città è stata punita, sembra esagerato e ridicolo! Già Palermo ha le sue sventure di suo e la squadra di calcio ne rispecchia il momento storico/politico! Infine : machissenefrega!

    Quelli che non amano Palermo e il Palermo!

    Quelli che sarebbero pronti a fallire per liberarsi del tascissimo nome di US CITTA’ di PALERMO.

    Forse amare palermo significa piangere per le decine e decine di attività commerciali che chiudono e non riaprono.
    Forse amare palermo significa piangere nel vedere i suoi giovani abbandonarla per andare a cercare lavoro altrove.
    Forse amare palermo significa piangere nel vedere le strade ridotte a vere trincee, quasi da far rimpiangere le strade romane.
    Forse amare palermo significa piangere nel vedere i marciapiedi impraticabili perché costellati di escrementi canini.
    Forse amare palermo significa piangere per la pessima organizzazione per la raccolta dei rifiuti.
    Forse amare palermo significa piangere nel vedere strade chiuse da diversi anni per lavori che mai finiscono (vedi Via Sicilia).
    Forse amare palermo significa piangere per la barbara prepotenza dei suoi cittadini.
    Forse amare palermo significa piangere per avere un “sindaco” che per squallido tornaconto dice continue meraviglie di questa “città” solo al fine di vantare sé stesso.
    Forse amare palermo significa piangere per tutto questo, ancor prima che per il calcio per il quale, invece, siamo tutti pronti a versare fiumi di lacrime e di parole.
    Del resto, se così non fosse non saremmo a palermo e palermo non sarebbe una delle peggiori città italiane.

    È obbligatorio essere appassionati di calcio ed identificare la propria città con la squadra di calcio? È obbligatorio considerare un evento quale la retrocessione come una “tragedia” che coinvolge tutti i cittadini? È possibile che qualcuno non vada allo stadio e se ne stia a dormire, a leggere o passeggiare la domenica? È esacrabile e degno di faziosa ironia chi è capace di leggere un bel libro o sentire un po’ di musica senza che questo gli impedisca di essere anche cultore del ” suca libero come dice l’articolista o della pernacchia ben appropriata? Ognuno vive a modo suo ma fare passare il messaggio che coloro i quali non piangono per gli eventi calcistici sono dei miserabili mi sembra una caduta di stile che non mi aspetto da una persona come Puglisi.aggiungo che forzare la passione sportiva trasformandola in una ragione di vita risponde molto al motto borbonico di ” feste, farina e forca” attraverso il quale si potevano fare dimenticare i problemi reali della società e dei singoli. Ed infine vorrei ricordare che senza serie b si vive lo stesso, senza Dante il dottor Puglisi non sarebbe stato in grado di scrivere come dare e quindi mi sembra da rivedere questo sottile disprezzo per chi ha qualche desiderio di conoscenza non di carattere” …sferico”.

    Egregio Dott. Puglisi vorrei farle notare che, a parte gli sfottò che ci scambiamo regolarmente con i rosanero, i primi ad essere dispiaciuti di questa situazione siamo proprio noi tifosi del Catania. I nostri cugini si trovano la squadra penalizzata per colpa del precedente presidente che, se non ricordo male, a Venezia si era comportato alla stessa maniera. Che dire, vi faccio tanti auguri di pronto riscatto e se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno pensiamo piuttosto ai due derby che giocheremo l’anno prossimo in Lega Pro, e dico Lega Pro perchè io al miracolo di un Catania che superi i play-off non ci credo affatto.

    La serie C è dura ma bisogna liberarsi totalmente della gestione Zamparini.

    LA SICILIA NON È ITALIA. ANCHE NEL CALCIO NE ABBIAMO AVUTO PROVA.
    Oggi, all’indomani della vergognosa e inspiegabile sentenza emessa dagli organi della giustizia sportiva italiana contro una squadra di calcio siciliana, siamo paradossalmente fiduciosi e colmi di speranza. Lo siamo perché sentiamo una forza che inizia a sprigionarsi. Percepiamo che la fiamma della ribellione potrebbe accendersi da un momento all’altro nel cuore dei siciliani e mettere in luce la loro vera anima, quella del Vespro. Non importa se ad accendere questa fiamma sarà il calcio e non un argomento più serio.
    Riteniamo, infatti, che quanto consumatosi ieri da parte della giustizia sportiva italiana sia l’ennesimo affronto, l’ennesimo schiaffo in faccia ai danni della città di Palermo e dell’intera Sicilia. Quando i siciliani prenderanno consapevolezza di non essere trattati da italiani, se non di serie C; quando si renderanno conto che il prezzo da pagare per definirsi italiani comporta subire questi trattamenti umilianti, subire la trasformazione dell’applicazione del diritto in sopruso; quando comprenderanno ciò, smetteranno di riconoscersi come italiani, come appartenenti ad una nazione che non li vuole, se non come capri espiatori; riscopriranno l’orgoglio di essere “solo” Siciliani e la strada verso la Libertà della Sicilia sarà spianata.
    La Figc, con tutti i suoi campionati – Serie A, B o C che sia – non merita l’onore di ospitare tra i propri ranghi nessuna squadra rappresentativa di città siciliane. La FIGC è una organizzazione sgradita ai siciliani, che si arricchisce truffando e abusando della passione dei siciliani.
    Per questo chiediamo:
    1) Che il Palermo non si iscriva a nessun campionato della FIGC, se non gli si sarà permesso di disputare i play-off come i risultati sul campo hanno stabilito;
    2) che anche gli altri grandi club siciliani colpiti in passato da ingiustizie simili (Catania e Messina), chiedano in mancanza di provvedimenti risarcitori, insieme al Palermo, l’iscrizione ad un campionato straniero diverso da quello italiano. Noi suggeriamo, per ragioni storiche e geografiche, il campionato greco o quello maltese.
    3) Il punto precedente sarebbe propedeutico a fare uscire il calcio siciliano dalla condizione di subordinazione coloniale che è costretto a subire. Nel futuro prossimo immaginiamo che il calcio siciliano dovrà necessariamente dotarsi di un suo campionato nazionale. Controllare e gestire direttamente in casa propria tutta la filiera commerciale gravitante attorno al calcio, servirà in primo luogo a non subire le ingiustizie incorrenti nella truffaldina ripartizione dei diritti tv, ma soprattutto a far crescere tutto il movimento calcistico e sportivo siciliano.
    Al di là di quelle che potrebbero apparire richieste assai audaci (non per noi) un doveroso segnale d’indignazione e di protesta riteniamo che debba essere accolto e fatto proprio dalle istituzioni cittadine: MAI PIU’ LA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO A PALERMO! Se non da avversaria della futura nazionale di calcio Siciliana. Il Sindaco di Palermo annunci, pertanto, di negare lo Stadio Comunale “Renzo Barbera” alla rappresentativa italiana.
    La Sicilia non è Italia e anche nel calcio ne abbiamo avuto prova.

    Una dimenticanza: Palermo quest’anno ha avuto un boom turistico e sapete perché? Perché è stata nominata capitale della cultura. Il s… Libero è una parte della città, non tutta!

    Ci sono anche quelli che si sono disintossicati dal calcio, ritenendolo un affare di alta finanza, valletti, pubblicità e canoni, piuttosto che uno sport. Con altri occhi mi accorgo che la polpetta calcio ce la rifilano ogni santo giorno, magari in barba a veri e sudati sport (vedi nuoto, pallavolo, tennis, atletica, scherma, ect ect ect).

    Non dimentichiamoci che Zamparini ha preso il Palermo da Sensi che era quasi fallito e dopo molti anni di grandi soddisfazioni ritorniamo lì…quasi falliti…ma almeno in questi anni abbiamo anche sognato…almeno noi veri tifosi del Palermo…
    Che schido che mi fa leggere certi commenti…di gente che non gliene frega niente del calcio a palermo… tanto si continueranno a divertire tifando le strisciate… io mi vergogno di tutti voi..

    Lei, che fa parte di quelli (dovrei dire di quella fauna) descritti in maniera superba da Puglisi, non dovrebbe fare altro che aggiornarsi. Zamparini con la nuova società non c’entra niente, se ne faccia una ragione, così magari evita di scrivere sempre la stessa fissazione

    Non è per essere pessimisti o menefreghisti, ma ditemi una cosa una sola cosa che funzioni bene a Palermo. In questa città ognuno fa quello che vuole e le regole sono sempre disattese. E purtroppo anche nel calcio c’è chi ci ha messo lo zampino per fare fallire la squadra. Responsabilità? Come sempre di nessuno.

    E poi ci sono quelli che non sanno o non vogliono ammettere che l’illecito c’è stato e va punito.
    Poi ci sono quelli che fino a pochi mesi fa scoperte tutte le schifezze adoravano ancora il friulano.

    mi dispiace per tutti quelli che hanno fatto abbili… ma retrocedere una squadra, a fine campionato, mi pare più che altro una questione “politica”… mi pare strano che se ne siano accorti soltanto adesso, i nove club che hanno chiesto la retrocessione (o addirittura la radiazione…) e secondo me, credevano che la squadra non avrebbe lottato per questioni economiche… e si che i giocatori di questa squadra, sono senza dignità; basta osservare l’incontro col cittadella, appena hanno saputo della vittoria del Lecce non hanno più giocato… comunque, e lo dico a chi ancora a chi ci crede… al posto dello stadio vedrei un laghetto, stile EUR… credeteci…

    Ma chi sono i Palermitani che amano il Palermo?
    Dopo Barbera …. il buio……….. Matta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!….. Parisi??????????!!!!!!!!!!!!!….. Ferrara!!!!!!!!!!!!!!!!……… certamente da oltre dieci anni Zamparini non è certamente palermitano.

    Sono solo sfigati, figli del dio Sky e sfortunati di essere nati a Palermo perché loro meritano di abitare nella nebbia.

    perdonatemi ma non riesco ad immaginare un Palermitano contento di andare in C.

    Ma per favore!
    Non drammatizziamo perchè le cose serie sono altre: è la povertà che costringe la gente a rovistare nell’immondizia, è l’ignoranza che si tramanda di padre in figlio, è la subcultura criminale.
    Il calcio oramai è solo un business milionario e nulla più.

    E ci sono anche quelli che abitano vicino allo Stadio felici di non vedere più la totale mancanza di civiltà da parte di chi posteggia dove gli pare senza alcun senso di rispetto per andare a vedere la partita. FINALMENTE

    Simpaticissimo articolo, bravo Puglisi, sei riuscito a strapparmi persino un amaro sorriso. Fotografia fedelissima della tifoseria palermitana…

    Morgan condivido ciò che lei ha elencato, sicuramente l’ultimo problema di Palermo e del Sud in generale non è avere una squadra in serie C o D, forse è la giusta graduatoria calcistica dove ci meritiamo di stare nel contesto generale. Detto questo, vorrei ricordare che il calcio è la seconda industria italiana per capitali coinvolti e per indotto dai quali la quinta città d’Italia viene declassata e la cosa non ci migliora ma il contrario. Ciò che si ravvisa nelle problematiche US Palermo non è la retrocessione che non sarebbe la fine del mondo se fosse maturata in un contesto trasparente e senza ombre di interessi personali in una giustizia sportiva che ha raggiunto il lumicino per il non rispetto delle regole e della diversità di condanna a parità di pretesa infrazione del codice sportivo. Ribellarsi a questo è sinonimo di voler cambiare e di dare speranza che si può migliorare anche in cose più importanti del calcio, la rassegnazione a subire qualsisi ingiustizia non depone mai ad agognare un futuro migliore.

    Non capisco l’utilità di questo articolo, se non quella di alimentare il nervosismo contro altri concittadini che nell’esercizio del loro libero arbitrio non si curano delle vicende della squadra locale.

    E’ forse un obbligo sposare la causa del Palermo, quando la città ha altri mille problemi di cui quotidianamente certi ‘non tifosi’ si occupano a beneficio della collettività?

    Questo è vero che il calcio è l’ultimo dei problemi di Palermo però affermare che una serie c non costituisce un danno significa essere poco informati. il danno è economico sociale e qualsiasi sociologo o economista potrebbe quantificarlo ma al solito noi palermitani passiamo su tutto perché ci sono problemi più grandi nel mondo. E non si affrontano ne questi ne quelli. Puglisi un plauso

    Più che altro io vorrei che il Palermo andasse in serie d. Solo così si può pensare che qualcuno di serio si interessi alla società. Troppi debiti, con tutti questi debiti nessuno di serio si interesserà del palermo

    L’era Zamparini è finita male, ma non smetterò mai di dire e scrivere che Palermo deve rimanere sempre grata a Zamparini. Ricordiamo cosa eravamo prima di Zamparini, una squadra che Zamparini ha riportato in serie A dopo 31 anni.
    Zamparini :serie A, 12 anni di serie A, finale di Coppa Italia, diverse Europa League disputate, ottimi piazzamenti in classifica, tra cui un quinto posto; campioni del mondo che giocavano in squadra, calciatori che si chiamano Cavani, Dybala…
    Il resto sono solo chiacchiere, e se qualcuno dice che Zamparini ci ha guadagnato dice cose scontate e senza un minimo di senso perché non si capisce il motivo per il quale non si debba guadagnare investendo soldi.

    Io credo che la scelta di non provare alcun sentimento, nè alcuna tristezza per le sorti del Palermo calcio, meriti rispetto; merita rispetto anche l’opinione del dott. Puglisi, sempre elegante e puntuale nelle sue considerazioni, per quanto non necessariamente sempre condivisibili. Le opinioni restano tali e, certamente, hanno sempre un fondamento. Ciò detto, che un’altra fetta di palermitani si addolori, si rattristi, si incazzi e non accetti un verdetto forzato e frutto di un comportamento scorretto, se non “mafioso”, non può essere trascurato, se non altro perchè i “numeri” dicono che per una giornata di grande festa e di sport per un grande evento, quale potrebbe essere una importante partita di calcio, alla Favorita ci vanno 40.000 palermitani. Senza mettere nel conto quanti seguirebbero l’evento tramite altri “canali” che non siano la presenza fisica allo stadio, i 40.000, comunque, rappresentano circa il 5% degli abitanti della città. Non credo che, per quanto una retrocessione in serie minori non rappresenti un dramma, possa ritenersi un dato trascurabile in una grande città. Una importante partita di calcio, magari nell’Europa che conta, rappresenterebbe per l’intera comunità palermitana una sorta di riscatto sociale: la nostra realtà è un continuo fallimento, certamente per le innumerevoli responsabilità dei suoi abitanti, dei suoi rappresentanti politici ed istituzionali, oltre che per una serie di circostanze sovente avverse; non mancano, poi, azioni di governo (di tutti i governi, per la verità) che, nel tempo, più o meno involontariamente, hanno affossato ancor di più la nostra Isola, accentuando sempre più il divario con il nord. A quanto pare, così è anche nel calcio: vero è che per vedere, dopo 40 anni, un pò di calcio che conta, ci si è dovuti affidare alle “cure” di un imprenditore veneto, ma è pur vero che se costui ha commesso degli errori, non è accettabile che la Lega, sanzioni senza appello e senza dare l’opportunità, come accade in democrazia e, comunque in un Paese che ama definirsi democratico, la società, la squadra, la città e che, contestualmente, “assolvi” il potenziale delinquente, tra l’altro già agli arresti su disposizione della Magistratura ordinaria. Quali sono le regole? Forse quelle di favorire ad ogni costo realtà del nord, concedendo a Verona e soprattutto a Perugia l’opportunità dell’immeritato grande salto? E a quale comportamento risponde la scelta unilaterale, anche questa senza appello, e in spregio al regolamento, di condannare Foggia alla C senza lo spareggio, salvando, quindi, Venezia? Non per fare campanilismo, ma se alla martoriata terra siciliana si contesta la mancata trasparenza, non credo che la lezione possa essere impartita da chi la trasparenza la mortifica per favorire, ancora una volta, il nord. Ovviamente, se questo non è il pensiero dei siciliani, non vi è dubbio che ci meritiamo Salvini, si ricorda, in Sicilia rappresentato da chi ha fatto il bello e il cattivo tempo in tutti i partiti, da destra a sinistra, per poi trovare una “collocazione” che garantisca “na siggitiedda” nello scranno del Parlamento.

    I tifosi hanno speso soldi x guardare la serie A. Quindi Zampa investi x guadagnare, la gente acquisto il biglietto,abbonamento. Zamparini da tempo fa parte della storia negativa di questa città.

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