RAFFADALI – Un manifesto elettorale della candidata a sindaco di Raffadali Ida Cuffaro, è stato posizionato su una “panchina rossa”, simbolo delle vittime dei femminicidi in piazza Progresso, nel centro del piccolo comune dell’agrigentino.
A raccontarlo sui social è la stessa Cuffaro, che annuncia di volersi rivolgere alle forze dell’ordine per tentare di fare chiarezza sulla vicenda.
“Avreste potuto buttarlo a terra, strapparlo, portarlo ovunque invece no, avete deciso di appenderlo e annodarlo a quella panchina il cui significato è chiaro profondo e fa rabbrividire – dice Cuffaro -. Purtroppo questo quadro è esattamente in linea con quello che sento e vedo nelle ultime settimane contro di me e la mia famiglia, approfondiremo prima di puntare il dito contro qualcuno, intanto provvederò immediatamente ad una denuncia contro ignoti solo per lasciare traccia di questo scempio e spero vivamente che qualche telecamera vi abbia ripresi così da poterci rivedere dove la legge vi darà la lezione che meritate”.
La solidarietà di La Vardera
“Io e la dinastia Cuffaro, siamo lontani anni luce dal modo di vivere e interpretare la politica. Ma quanto accaduto con il manifesto della candidata sindaca, Ida Cuffaro, non è accettabile”. Lo afferma il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.
“Le intimidazioni – continua – non hanno colori politici e spero che la candidata non si lasci intimidire, ma anzi affronti con forza questo fenomeno affinché gli enti preposti trovino i responsabili di questo gesto vile. La democrazia non si può e non si deve fermare e Ida deve andare avanti nella sua campagna elettorale per questa ragione ha tutta la mia solidarietà”.
Mangione (Pd): “Che venga accertata la verità”
“In riferimento all’episodio denunciato dalla candidata Ida Cuffaro, ritengo necessario proprio perché si tratta di un fatto che, se confermato, sarebbe grave, che venga immediatamente accertata la verità, per sgomberare il campo da eventuali strumentalizzazioni di qualunque tipo. Mi preme sottolineare che non esiste alcun clima di odio”, lo scrive in una nota Sabrina Mangione, candidata sindaco del Pd a Raffadali.
“La campagna elettorale a Raffadali – ha aggiunto – si è sempre mantenuta nell’ambito del confronto democratico: serrato, certamente, anche acceso sui temi e sui fatti, ma sempre democratico e nell’ esercizio del diritto-dovere di informare i cittadini e di confrontarsi pubblicamente su questioni che riguardano la vita amministrativa e politica della nostra comunità. Se è accaduto un fatto grave, va accertato subito e senza ambiguità. Rimaniamo quindi in attesa che le forze dell’ordine acquisiscano e verifichino tempestivamente le registrazioni delle telecamere presenti nella zona, così da fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità”.
“E se la denuncia non è stata ancora presentata, invito Ida Cuffaro, a cui va la mia solidarietà, a presentarla immediatamente, anche, insieme a me, perché davanti a episodi di questo tipo servono fermezza, chiarezza e verità. Colgo inoltre l’occasione per chiedere al Sindaco e al Comando dei vigili urbani di intervenire prontamente per la rimozione di tutti i manifesti elettorali affissi al di fuori degli spazi regolarmente assegnati. Anche questo è rispetto delle regole, della città e dei cittadini”.

