Regionali 2027, detentore e sfidanti

Regionali: si prepara l’assalto a Palazzo. Ecco personaggi e interpreti

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Commenti

    La dura legge dei numeri.
    I siciliani hanno fatto 30? Faranno 31.
    Auguri.
    p.s: magari ci invadesse ciuffo ingiallito.

    Schifani ha avuto una grande opportunità che quasi mai viene data a un prepensionato: a un certo punto gli è stata offerta una occasione pazzesca. E senza neanche alzare il ditino, perché se lo avesse alzato a quel tempo avrebbe fatto ridere mezza Italia. Comunque, candidato Presidente della coalizione, è stato eletto. Una grande opportunità, quella di fare il presidente nel migliore dei modi, secondo le sue capacità e nulla domandare, quindi non chiedere di essere ricandidato. E, chi lo sa?, qualcuno, addirittura!, avrebbe potuto spendere nel 2027 una parola in suo favore. Ma oggi ci troviamo nella situazione di un presidente in carica che mira a rifare alla scadenza il presidente provocando, a dir poco, resistenze negli alleati Fratelli, Autonomisti, leghisti, ex cuffariani. E nel suo(?) stesso partito si ritrova un avversario, anzi più di uno. Ma di tali fatti di bottega poco importa. A tutti importano le condizioni della sanità siciliana targata Schifani, gestita nel tempo con due assessori scelti da lui stesso al di fuori dei partiti, quindi due persone “sue”. E come fatto emblematico di tale gestione tutti dovrebbero ricordare la prima conferenza stampa del gennaio 2024, quando il presidente Schifani dichiarò l’azzeramento dei tempi d’attesa nella sanità trapanese, mentre proprio a Trapani si consumava il dramma del ritardo degli esami istologici con la morte della professoressa Gallo e di altri sfortunati siciliani. Solo questo in un altro Paese avrebbe costretto il presidente Schifani alle dimissioni. Non in Sicilia. Anzi, a quanto scrivono, non gli mancano le carte per un bis. Vedremo.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Sì, alla Camera il ministro Piantedosi non ha parlato soltanto di orari di pubblici esercizi e di 60 telecamere, ma non ha pronunciato una parola che, chissà per quale motivo, risulta ostica a un uomo di destra, pur se ministro dell'Interno. La parola è mafia. Parlare di sicurezza, sostenendo che “le iniziative intraprese a Palermo sono in linea con quanto stiamo facendo in tutto il Paese” qui da noi, con omicidi, mitragliate e incendi, non può bastare. Anche nelle uscite vannacciane a Catania e Palermo tra i cori di pensionati, militari e ragazzi non si è fatto cenno a una possibile lotta alla mafia. Non sarà Vannacci a risolvere il problema sicurezza.

Lagalla ha deluso parla soltanto c'e' una citta' da buttare. Partiamo dal corso tukory i venditori fanno una specie di mercato del materiale trovato nei contenitori della Rap appena finiscono l'orario di lavoro lasciano tutto per strada e sui marciapiedi . Sindaco e vigili urbani non sono in grado di evitare questa vergogna. Lagalla si era indignato per il mancato mercatino dello Zen (per il funerale del boss) ha fatto solo chiacchere ma di concreto non ha fatto nulla. Il traffico che c'e' in citta' e' impressionante i vigili urbani sono completamente assenti invisibili dovrebbero lavorare nele zone con piu' caos ma nulla non se ne vedono. Il corso olivuzza e' invivibile adesso i venditori di frutta hanno occupato i marciapiedi non c'e' piu' spazio per carrozzelle e carrozzine .

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