Regionali, Schifani detta il profilo del prossimo assessore alla Salute

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Con Matteo Salvini a fianco, l'ex presidente del Senato apre il dibattito sulla squadra di giunta del centrodestra.
VERSO IL 25 SETTEMBRE
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3 min di lettura

CATANIA – “Giriamo la Sicilia e l’aria della vittoria si tocca con mano: già si parla della nuova composizione della giunta. Io sono ancora lontano da questi argomenti, li toccherà dal 26 in poi”. Renato Schifani parla e si muove da neo inquilino di Palazzo d’Orleans. In fondo, quando il centrodestra si è stretto intorno alla sua figura per guidare il post-Musumeci lo ha fatto sulla scorta del mantra che vuole la coalizione sempre vincente a patto però che sia unita. Una convinzione. Da verificare soltanto a urne aperte. 

Intanto l’ex presidente del senato, oggi candidato governatore, è in piena campagna elettorale. Ieri è salito sul palco delle Ciminiere di Catania accanto a Matteo Salvini, il leader di quella Lega che si era schierata in prima linea sul fronte dei No-Nello. Le parole non sono più di circostanza, come poche settimane fa. Il linguaggio è cambiato. Ed è tarato sugli equilibri della (possibile) prossima squadra di governo. 

“Incontrerò tutti gli assessori uscenti – ha ribadito Schifani – per un confronto e per acquisire i dati delle criticità dei vari settori, dei problemi risolti e irrisolti, che verranno trasferiti alla nuova componente dove sento di pensare a temi come l’ambiente, delicatissimo per il tema idrogeologico del territorio; il bilancio, delicatissimo per le nostre finanze; sanità, fondamentale per la salute dei cittadini”. 

Schifani tuttavia va oltre e dice qualcosa in più che potrebbe anticipare il profilo del prossimo titolare di uno degli assessorati di peso della giunta regionale. La Salute. “Per dare risposte a chi le aspetta – ha precisato – troveremo nuove figure politiche con grandissime competenze”.

L’incontro con l’assessore uscente Ruggero Razza già c’è stato ed è servito per fare il punto sulla stato dell’arte della Sanità siciliana. Un nome, quello del braccio destro del governatore uscente, che forse rappresenta il passato. Sul palco, intanto, è il deputato regionale Luca Sammartino a fare gli onori di casa. Medico dentista e campione di preferenze, dopo dieci anni di militanza Ars, talune competenze le avrebbe. 

Matteo Salvini preferisce però pensare al presente e dettare il programma a Schifani. ”Con lui – dice il capo della Lega – concentreremo le forze per fare innanzitutto il Ponte che serve non solo ad unire la Sicilia alla Calabria, ma anche a dare posti di lavoro. E poi risolvere l’emergenza rifiuti creando due termovalorizzatori, in parte già progettati, per porre fine a questo problema. In Sicilia ci sono ancora due terzi delle Ferrovie che vanno a gasolio, bisogna lavorare su politiche green concrete”.

Anche stavolta, la macchina organizzativa che fa capo al duo politico Sammartino-Sudano (affiancata da Fabio Cantarella e Anastasio Carrà), riesce a riempire le Ciminiere di Catania. In passato era accaduto con Matteo Renzi, ma quella è acqua passata.

Incalza, dunque, la campagna elettorale. Una tappa dopo l’altra. In quel di Catania, ad accogliere i simpatizzanti di Matteo Salvini, ci sono i militanti della Lega. Tutti rigorosamente in blu. C’è anche il gadget in regalo: una borsa con dentro “E’ l’Italia che vogliamo. Il manifesto della Lega per governare il Paese”, il libro a quattro mani scritto da Giuseppe Valditara e Alessandro Amadori.  

Il binomio Lega e governo rievoca la stagione dei porti chiusi e la politica di contenimento degli sbarchi. Un punto inamovibile del programma, anche se non esattamente sovrapponibile con le linee di Giorgia Meloni. “Ho sentito il vicesindaco di Lampedusa poche ore fa –  ha riferito –  e la situazione è drammatica. Millecinquecento ospiti in un centro che ne può contenere 300. È un flusso continuo. Ho visto i dati e siamo arrivati a quasi 70 mila sbarchi e siamo solo a meta’ settembre. E’ indecente, vergognoso, inaccettabile. È un business, qualcuno ci guadagna. Al primo Consiglio dei Ministri bastera’ rifirmare i due decreti sicurezza che già hanno funzionato a costo zero per lo Stato. Si salvano vite e si riporta un po’ di ordine”.


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