PALERMO – Messina ‘isola felice’ di Cateno De Luca, Enna ‘regno’ di Mirello Crisafulli e Agrigento che per un soffio non va al primo turno al giovane Michele Sodano, espressione del campo progressista. Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio confermano la crisi del centrodestra siciliano, che perde anche la guida di Marsala, quinta città dell’Isola, dove la nuova sindaca è Andreana Patti. Anche lontano da Palazzo dei Normanni, dove negli ultimi tempi il centrodestra ha avuto non pochi problemi, la musica non cambia.
A Messina il trionfo di Federico Basile
A Messina non c’è storia. Federico Basile, l’ex dirigente del Comune che De Luca volle come suo successore cinque anni fa, in pratica fa gara a sé e a tarda sera lo spoglio ufficiale lo dà al 56%. Basile, con 15 liste al seguito, nelle sue prime parole da sindaco rieletto ha ricordato proprio De Luca.
Staccato il candidato del centrodestra Marcello Scurria, nonostante il sostengo della sottosegretaria Matilde Siracusano: per lui circa il 30% dei voti. Il campo progressista finisce terzo con Antonella Russo, consigliera comunale uscente del Pd. A Palazzo Zanca saranno quindi altri cinque anni di governo a trazione De Luca-Sud chiama nord.

Agrigento, sarà ballottaggio Sodano-Alonge
Agrigento è l’emblema della crisi del centrodestra, che dopo cinque anni di governo con Francesco Miccichè si spacca e favorisce il giovane Michele Sodano. Il candidato espressione di Controcorrente, movimento fondato da Ismaele La Vardera, al quale si è accodato il resto della coalizione progressista, ha accarezzato a lungo il sogno della vittoria al primo turno.
Alla fine le ultime schede, in un conteggio al cardiopalma, hanno regalato il secondo tempo a Dino Alonge, il candidato scelto da Forza Italia, Mpa, Fratelli d’Italia e Udc. Sodano, infatti, salvo clamorosi colpi di scena, non sarebbe riuscito a raggiungere la soglia del 40% che in Sicilia significa elezione al primo turno. Terza piazza per Luigi Gentile, l’ex deputato scelto da Dc, Lega, Noi moderati e Sud chiama nord. Al ballottaggio, il 7 e l’8 giugno, si ripartirà da zero.

Enna ‘incorona’ Mirello Crisafulli
Enna premia Mirello Crisafulli, ex senatore del Pd al quale però il Nazareno ha negato l’uso del simbolo. Lui è andato avanti (“Il Pd a Enna sono io”), ha sfondato il muro del 60% doppiando il candidato del centrodestra Ezio De Rose. A chi gli ha chiesto della scelta fatta dal Pd di non sostenerlo ufficialmente con il simbolo, il ‘barone rosso’, erede della tradizione Pci a Enna, ha risposto sferzante: “Ha fatto bene, così abbiamo preso tutti questi voti. Perfetto, è andata benissimo”.
Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, registra così il dato di Enna: “Il dato certo da cui partire è che il centrodestra perde. Ma è anche certamente una vittoria personale di Crisafulli, frutto della sua storia e della sua esperienza politica. A bocce ferme con il gruppo dirigente faremo una attenta valutazione dei risultati di questa tornata di amministrative, sia dal punto di vista generale sia in ogni singolo comune”.
Gli oppositori interni a Barbagallo, però, affilano le armi. “A Enna vince Vladimiro Crisafulli e perde il Pd di Anthony Barbagallo – dice Antonio Rubino, componente della Direzione nazionale dem ed espressione di Left Wing. “Aspettiamo gli altri risultati ma è evidente che in Sicilia qualcosa andrà fatta”, aggiunge.

A Marsala ‘cambia il vento’ e vince Andreana Patti
Campo largo vincente, seppur con diversi scontenti del centrodestra al suo interno, a Marsala. Nella città amministrata finora dal centrodestra con Massimo Grillo, il centrosinistra approfitta del ‘cambio di vento’, per citare uno degli slogan della neo sindaca Andreana Patti, e vince largamente portando la ex assessora di Tranchida a Trapani, con circa il 50% dei voti, alla poltrona di sindaca. Grillo, da sempre espressione del mondo di centro, si è fermato attorno al 35%.
Debacle per il centrodestra, che nella città del capogruppo di Forza Italia all’Ars Stefano Pellegrino aveva puntato sul ritorno dell’ex deputata regionale Giulia Adamo. Per Adamo, che in passato aveva già guidato il Comune e anche la ex Provincia di Trapani, soltanto il 15% dei voti.

Il campo largo sorride poi a Termini Imerese con la conferma plebiscitaria di Maria Terranova, espressione del Movimento cinque stelle. Sconfitto l’esperto Antonio Battaglia, ex parlamentare nazionale di An. Centrodestra vittorioso, invece, ad Augusta, con la riconferma a furor di popolo di Giuseppe Di Mare, che ha sconfitto largamente il candidato della sinistra Salvo Pancari superando l’80% dei consensi.
A Bronte il parlamentare di Forza Italia Giuseppe Castiglione dovrà passare dal ballottaggio se vorrà prendere il psoto del suocero, Pino Firrarello, alla guida del comune catanese. A Ribera sorride il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, che torna a guidare il comune agrigentino eletto al primo turno. A Raffadali, infine, la dinastia dei Cuffaro continua. Dopo Silvio Cuffaro sarà la giovane Ida Cuffaro, 27anni, nipote del sindaco uscente e dell’ex governatore Totò, a guidare il Comune. Per lei un risultato oltre il 75%.
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