Sanità, in Sicilia nuova emergenza: "A rischio la salute"

Sanità, in Sicilia nuova emergenza: “A rischio la salute”

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    Sanità, in Sicilia nuova emergenza: “A rischio la salute”

    E’ solo un luogo comune.
    Il problema è legato all’assenza di un modello organizzativo e la mancanza di una seria e vera lotta alla corruzione.
    In 20 anni la spesa sanitaria è quasi raddoppiata di 55 miliardi di euro, passando dai 60 miliardi del 2000 ai 115 miliardi del 2020.

    In materia di aumento della spesa pubblica, basta guardare il dibattito attuale della politica, dove i partiti si stracciano le vesti per stabilizzare i 9000 appartenenti al personale Covid.

    Persone che accederanno ad un posto pubblico senza fare un concorso. Persone già privilegiate, sia per come sono stati scelti click day e che pagati) e che incideranno in modo significativo sul bilancio regionale.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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