NISCEMI (CALTANISSETTA) – Il presidente della Regione Renato Schifani ha sorvolato la zona della frana di Niscemi (Caltanissetta) in elicottero come ha fatto su un altro velivolo il capo della protezione civile Fabio Ciciliano. Entrambi hanno poi partecipato ad una riunione al Centro operativo comunale (Coc) per fare il punto sulla frana nel comune che ha reso inagibili decine di immobili, imponendo la creazione di una zona rossa che arriva a 150 metri dall’inizio della “nicchia di distacco”, cioè dalla zona asfaltata non crollata.
Schifani: “Nessuno resterà senza una casa”
“Abbiamo fatto una importante riunione: è chiaro che è una situazione grave e dinamica, quindi in evoluzione – le parole di Schifani al termine dell’incontro -. Giusta, quindi, l’indicazione dei 150 metri di sicurezza: poi si verificherà se ridurla o meno. È comunque evidente che tanta gente non può più tornare in quelle abitazioni”. Schifani ha comunque assicurato: “Chi ha perso la propria casa non resterà senza un’abitazione e sarà sicuramente salvaguardato”.
“A Niscemi abbiamo un problema sociale, che dobbiamo affrontare garantendo una soluzione abitativa alle famiglie che non potranno più tornare nelle proprie case. Dobbiamo dare un futuro a questa comunità gravemente ferita. È una situazione di crisi dinamica, in evoluzione”, ha spiegato Schifani.
“Come Regione Siciliana stiamo facendo la nostra parte. Durante la riunione abbiamo analizzato vari aspetti della situazione, assicurando l’assistenza sanitaria, sollecitando il ripristino dell’erogazione del gas metano in paese e facendo in modo che i ragazzi possano continuare a frequentare regolarmente le lezioni scolastiche. Sul fronte abitativo, ci stiamo facendo carico di realizzare un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia. Questo è l’impegno della Regione”.
Il sostegno psicologico
È stato stabilito anche che l’assessorato regionale alla Salute e l’Asp di Caltanissetta metteranno a disposizione un servizio di sostegno psicologico e adegueranno i percorsi sanitari alla rete di comunicazione, utilizzando la viabilità consentita e indirizzando i pazienti urgenti all’ospedale di Caltagirone.
Ciciliano: “A Niscemi situazione critica”
Poco prima del vertice le parole di Ciciliano: “La frana è pienamente attiva e la situazione è critica”, ha detto giungendo a Niscemi. “Io stesso ho verificato e accertato con il mio telefono durante un sopralluogo – ha aggiunto -. Ci sono abitazioni che non potranno essere più recuperate e bisognerà definire un piano per la delocalizzazione definitiva di chi ci viveva. L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela”.

All’incontro al Coc di Niscemi erano presenti, fra gli altri il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina, l’assessore alla Salute Daniela Faraoni, il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro.
Aumentano gli sfollati
Aumenta il numero degli sfollati, che fino a pochi giorni fa vivevano in quella che è diventata “zona rossa” dove è franato il costone mettendo a rischio crollo decine di abitazioni e palazzine oltre ad avere interrotto le strade provinciali 10 e 12. L’unica strada di collegamento col comune è la provinciale 11. Le persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione sono ora più di 1.500.

Il dolore di chi lascia la propria casa
Ad accogliere Schifani e Ciciliano c’era il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che nel corso di una diretta Facebook ha invitato i propri concittadini a mantenere la calma. Anche questa mattina, molte persone sono in fila davanti all’ufficio organizzato in Comune, per la registrazione nell’elenco di chi ha lasciato al casa. “Vivo da sempre in via Buonarroti, a poca distanza dal fronte della frana, da oltre cinquant’anni – dice Giovanni Lo Monaco -. Sono un invalido al 100%, mi dicono che la mia casa è in una zona a rischio. Fortunatamente, ho familiari che mi ospitano ma non può andare avanti per sempre. Ho una compagna che mi supporta ma le mie condizioni non mi permettono troppi sforzi. La casa è il frutto di anni di sacrifici. La zona dove vivo è una delle più frequentate e belle della città e ora cosa ne sarà?”.

Massimo Battaglia è a sua volta davanti al Comune, tra gli sfollati. “Anche io e la mia famiglia viviamo nella zona rossa, in largo Canalicchio – dice – ora, non sappiamo cosa fare. Siamo ospiti da amici ma si tratta solo di pochi giorni. La casa è stata costruita con i sacrifici dei nostri padri e nostri, che abbiamo sempre lavorato nelle campagne. Ogni centesimo è stato dedicato alla casa. Perché dopo la frana del 1997 non si è fatto qualcosa di più sul piano della prevenzione? Forse, tutto questo si poteva evitare. C’è tanta amarezza”. Salvatore Gentile, invece, è in fila per la nonna, Maria Caruso. “Lei viveva a Sante Croci ma non può più stare lì – dice – la stiamo ospitando e le stiamo vicini. È una donna che per tutta la vita ha vissuto in quella casa. È un grande dolore”.
